Mouse su iPad, con iOS 13 (forse) supportato ed accessibile

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MacBook ed iPad Pro: due facce della stessa Apple. Era il titolo di una mia riflessione dello scorso novembre. Lo si potrebbe affermare anche per macOS e iOS: due mondi che s’intersecano cercando di rimanere distinti, nel tentativo di non finire nel paradosso del tostapane-refrigeratore con cui Tim Cook descrisse i poco riusciti tentativi di Microsoft con Windows 8 nell’avvicinare desktop e tablet. Tuttavia, quando si prende una direzione come quella intrapresa da Apple è inevitabile che nel processo il tostapane finirà ad avere qualche funzione di raffreddamento, e che il frigorifero a sua volta magari avrà un’area a temperatura maggiore per conservare i cibi caldi.

Del resto, se si ripercorre la storia è già così dal 2007: nel presentare l’iPhone, Jobs fu molto esplicito a descriverne il suo sistema direttamente basato su Mac OS X. Con iOS che si è creato rapidamente una propria identità e piattaforma a sé stante, dalla fine del 2010 si sono succedute diverse iniziative per portare caratteristiche dal mondo mobile al più tradizionale macOS. E per quanto Craig Federighi continui a sostenere l’indipendenza tra i due sistemi operativi, ciò che abbiamo visto nel 2018 e le anticipazioni dei giorni scorsi su quel che succederà con iOS 13 e macOS 10.15, indicano che i punti d’intersezione aumenteranno sempre più.

Non si arriverà a questa sorta di concept, visibile sopra, che avevamo ipotizzato ma il risultato finale potrebbe nemmeno essere così tanto discostante. Specialmente se si considera come il trait d’union che si evince dai vari rumor è di un passo di marcia sempre più allineato tra le due piattaforme, con scambi continui da un lato e dall’altro.

Passata un po’ in sordina nella raffica d’indiscrezioni provenienti da Guilherme Rambo su 9to5Mac ce n’è stata una non sua, proveniente invece dal nostro connazionale Federico Viticci, autore di MacStories. Nel corso del podcast Connected, ha parlato di una soffiata ricevuta qualche mese prima da alcune persone, relativa all’arrivo del supporto all’uso di mouse e trackpad su iPad, presentato in una futura versione di iOS tra le opzioni di accessibilità. L’obiettivo sarebbe di permettere l’uso di qualsiasi dispositivo di puntamento collegato alla porta USB-C degli ultimi iPad Pro. La stessa indiscrezione è stata poi confermata dai due maggiori fornitori di rumor sui sistemi operativi Apple, ovvero Steven Troughton-Smith ed il già citato Rambo.

Prima di addentrarci sul perché e come, è bene soffermarsi anche su un altro punto menzionato da Viticci durante il podcast. Ovvero che in realtà già oggi è possibile utilizzare non solo l’iPad, ma anche l’iPhone con dispositivi orientati al puntamento e si tratta davvero di un’opzione di accessibilità: si basa sul Controllo interruttori e permette a coloro che presentano disabilità fisiche e motorie di compiere attraverso periferiche esterne dedicate tutte le operazioni che solitamente vengono svolte col tocco. Un concetto che di per sé avvicina parecchio all’esperienza d’uso classica da computer. Inoltre c’è chi sta preparando una soluzione più avanzata, come Sidekick di Ablenet, che permetterà di sfruttare per il Controllo interruttori proprio i mouse, attraverso un adattatore intermediario.

Il supporto nativo a mouse e trackpad in iOS sarebbe pertanto presentato come evoluzione di quanto già presente allo stato attuale, giustificandone almeno tecnicamente l’inserimento tra le opzioni accessibili. Che poi sarà una novità sfruttata anche per altri scopi non ci piove, ma ci ritorneremo più avanti. Proseguendo nella disamina, si può osservare come il sistema sia di fatto già pronto per tale eventualità. Si basa sulle fondamenta del mouse-friendly macOS e nella variante tvOS deve tenere conto del puntamento per il trackpad del Siri Remote. In aggiunta, alcuni sviluppatori hanno già avuto in passato modo di saggiare queste “potenzialità nascoste”, incluso Troughton-Smith e soprattutto il belga Louis D’hauwe, in forza ad Apple dalla fine dello scorso anno.

Un Magic Mouse in azione attraverso il sistema, con tanto di puntatore. D’accordo, il framework di prova sviluppato da D’hauwe, PointerKit, si basava sull’uso di un’app intermediaria da installare su Mac e su una sorta di traduzione da clic a tocchi simulati, ma è lecito pensare che una volta entrato nell’organico di Cupertino, ufficialmente per lavorare su XCode, abbia dato il suo apporto per realizzare una versione del tutto nativa. A schermo il risultato finale in iOS 13 potrebbe essere proprio quello di vedere la cara vecchia freccina nera una volta abilitata l’opzione relativa ai mouse e collegatone uno.

Veniamo qui ad uno dei noccioli della questione che emergono in seguito al rumor: perché si parla solo di prodotti collegati tramite USB-C? Sarebbe decisamene più naturale vedere un dispositivo wireless come l’iPad controllato eventualmente da un mouse o un trackpad senza fili. Presumo dunque che si tratti solo di una questione “opportunistica”. L’uso di USB-C permetterebbe di restringere la novità solo agli ultimi iPad Pro, che sono dotati di tale porta. Aprire anche al Bluetooth metterebbe in difficoltà Apple nel sostenere l’esclusività del supporto su tali modelli, dal momento che sulla carta qualsiasi iPad dotato di iOS 13 diventerebbe così a portata di clic, un effetto non voluto in un ecosistema dove dev’essere invece il touch a fare da padrone.

Presumibilmente arriverà in futuro anche il supporto wireless, una volta che ci saranno più iPad dotati di USB-C. Nel frattempo, chi vorrà essere libero da cavi dovrà puntare a mouse dotati di dongle-ricevitore USB-C. È possibile infine che Apple permetta di sfruttare lo Smart Connector con le custodie per iPad Pro 2018 che vorranno dotarsi sia di tastiera sia di trackpad in stile Surface.

In conclusione, il secondo nocciolo: perché inserirla tra le funzioni di accessibilità, se è chiaro che sarà in realtà un’opzione potenzialmente utile per chiunque? Poco più di due mesi fa lessi un’interessante articolo da parte degli sviluppatori della distribuzione Linux elementary OS, in cui sostenevano senza mezzi termini che le features accessibili sono in realtà features e basta, esattamente come tutte le altre, senza necessità di nasconderle in una sezione separata. Un discorso di principio condivisibile, pur capendo anche le comodità organizzative per Apple e le altre di avere un’area dedicata per quelle funzioni di assistenza più specifiche, come ad esempio VoiceOver. C’è però un’altra motivazione un po’ meno nobile, che si trova scavando più a fondo.

La sezione Accessibilità delle Impostazioni viene utilizzata da Apple anche per offrire quelle opzioni che non vorrebbe fossero troppo in prominenza. Basta farsi un giro sul proprio iDevice per vedere che, in mezzo a controlli vocali, interruttori e quant’altro si trova anche la possibilità di disattivare il 3D Touch ed alcuni effetti. Si ritorna dunque al discorso già accennato prima: oltre all’aspetto tecnico ve n’è uno d’immagine, volendo mantenere iOS pensato soprattutto all’uso con le dita, al più tramite la Apple Pencil, e non con strumenti di input tradizionali.

Bisogna avere la capacità e la determinazione di guardare al futuro con l’iPad Pro, ma si è capito che oltre una certa soglia di crescita non si può andare ignorando completamente le cose che servono e che già funzionano su piattaforma desktop. Si deve rimodellarle, certamente, ma se nel lungo termine il tablet dovrà sostituire il computer nelle mire di Apple, allora questo non potrà non essere in grado di realizzare i compiti del suo antenato.

Ripensando a questa conclusione dell’approfondimento di novembre, ma ancor prima a tutte le discussioni già affrontate sull’argomento, per quanto Apple potrà cercare di non dare troppa prominenza al supporto di mouse e trackpad su iPad, almeno Pro, si tratterà di un passaggio inevitabile che presto o tardi andrebbe compiuto. Ed è meglio farlo quest’anno, così da essere sicuri di sfruttare il momento propizio per dare senso compiuto a quel suffisso Pro.

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Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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