Il lungo addio di Apple (e dei fotografi) ad Aperture è terminato

C'è stato un tempo in cui ho amato Apple. Mi sentivo coccolato e protetto, come utente prima e come professionista poi. Ho acquistato il mio primo iMac nel 2006, qualche mese dopo il passaggio ai processori Intel, ripetendomi il mantra mal che vada ci metto Windows. In realtà è andata bene, a tratti benissimo, proprio come una nuova relazione di coppia: la fase dell'innamoramento. Qualche anno dopo ho comprato il MacBook bianco, un altro iMac e via così, e in sottofondo la mia vita cambiava, passavo dall'essere un operaio, alla decisione di aprire una mia attività come fotografo.

Photoshop esiste dagli albori, anche se ben ricordo l'uscita della prima versione, ma l'esigenza di organizzare, catalogare, modificare ed esportare le foto si è creata man mano che la fotografia digitale avanzava su quella analogica. Una delle prime a capire bene questa esigenza, e a creare un mercato che solo oggi necessita di due mani per conteggiare i software che vi partecipano, è stata Apple con Aperture. Immesso sul mercato il 30 novembre 2005 – quasi 14 anni fa – il software girava sui Mac con processore PowerPC G4 e G5 ma, come abbiamo scoperto dopo, anche egli ha avuto la doppia vita riservata a Mac OS X, e all'alba dello switch su Intel il software era già pronto. Quanti di voi usavano o usano ancora Aperture, conoscono benissimo questa storia.

Io ho cominciato ad avvicinarmi ad Aperture dalla seconda versione (sopratutto perché il prezzo scese da 499€ a 199€) e devo dire che c'è stato subito un ottimo feeling: avevo la possibilità di gestire tutte le mie foto semplicemente ed inoltre non dovevo passare obbligatoriamente da Photoshop per avere un JPG (ho scattato quasi sempre in RAW, da quando ne ho avuto la possibilità) perché Aperture mi dava tutti gli strumenti necessari per elaborare le foto.

Ovviamente la versione più riuscita, nonché ultima Major Release, è stata la 3 (9 febbraio 2010). Questa fu la prima a richiedere necessariamente processori Intel, abbandonando di fatto al proprio destino gli utenti che utilizzavano i precedenti G3, G4, G5. Il software è maturato fino alla 3.5.1, datata 14 novembre 2013, con ben 3 anni di sviluppi costanti che estendevano la compatibilità ai nuovi sistemi operativi. In realtà l'anno successivo è stata rilasciata la versione 3.6 che aveva come unico scopo la compatibilità con OS X 10.10 Yosemite. Sono passati quasi 5 anni da quella release ed io nel frattempo ho "cambiato sponda", approdando su Adobe Lightroom (ora Adobe Lightroom Classic). E l'ho fatto con sommo dispiacere, perché sebbene il software di Adobe sia davvero completo, ci litigo praticamente tutti i giorni e tutti i giorni mi sorprende con qualche nuovo e divertente bug.

Ma è arrivato il momento dell'addio definitivo ad Aperture, poiché Apple ha annunciato che non verrà supportato dal prossimo sistema operativo, il cui arrivo è previsto per questo autunno. Sebbene io non lo usi praticamente da 5 anni, questa notizia non può che rattristarmi. Con Aperture se ne va un altro pezzo di quella Apple che ho apprezzato agli inizi e se il software fosse stato supportato colmando di volta in volta il gap rispetto a Lightroom, probabilmente avrei continuato ad utilizzare quello. Certo è stato sostituito da Foto su macOS, ma è una sostituzione di forma che non va bene per professionisti e neanche gli appassionati di fotografia. A questo punto il mio pensiero va all'altro software Apple che utilizzo con soddisfazione: Final Cut Pro X, Spero che per lui il futuro sia ancora lungo e soprattutto prosperoso, perché se dovessi perdere anche quello inizierei seriamente a chiedermi perché scegliere ancora un Mac.

Massimiliano Latella

Guest Editor - Fotografo matrimonialista, suono il Basso e la tecnologia è il mio leitmotiv.

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