Mercato smartphone europeo nel primo trimestre 2019: sempre più in crescita i brand cinesi, male Apple

Chiamiamola maturazione o anche assenza di novità rivoluzionarie, ma che le vendite di smartphone siano ormai da diversi mesi lontane dal loro picco è un dato di fatto. I maggiori produttori devono combattere non solo con questa stagnazione, ma pure con una feroce concorrenza asiatica, almeno finché non si avrà un quadro più chiaro sulla situazione Huawei. Il report di IDC sull’andamento del mercato smartphone in EMEA (Europe-Middle East-Africa) nel primo trimestre 2019, conclusosi il 31 marzo scorso, conferma il trend in fase “orso”, con alcune contrazioni che spiccano più delle altre.

Il mercato in sé, complessivamente, osserva un’involuzione del 2,74% rispetto al primo trimestre del 2018, da 55 a 53,5 milioni di unità immesse nei canali commerciali. A pesare è soprattutto l’andamento negativo in Medio Oriente, controbilanciato in parte da una situazione dei volumi pressoché stabile in Europa e una buona crescita in Africa, dove la penetrazione degli smartphone non è ancora così elevata. Samsung conferma la sua leadership, seppure incassando una lieve perdita nelle quote di mercato. A beneficiarne sono state soprattutto Huawei e Xiaomi: la prima si sta avvicinando seriamente alla rivale coreana grazie ad un sontuoso +66,13% in un anno, mentre la casa produttrice dei Mi è ancora lontana dal trio di testa ma presenta anch’essa crescite in doppia cifra. Apple resta al terzo posto e probabilmente lo manterrà ancora per diverso tempo, ma dovrà leccarsi le ferite se i dati di IDC risultassero anche solo vicini ai loro dati interni (come sappiamo, l’azienda di Cupertino ha deciso da qualche trimestrale di non fornire più i numeri di vendita degli iPhone). Una diminuzione del -22,73% appare infatti davvero pesante e stando alla nota azienda di statistiche ciò ha consegnato alla mela la quota di mercato più bassa degli ultimi 5 anni. Può solo un po’ consolarsi col dato ancor peggiore di Nokia/HMD, che sembra avere ricevuto una brusca frenata d’arresto dopo la crescita iniziale. Molto male anche gli altri brand, raccolti collettivamente nella categoria “Other”.

Le stime di IDC indicherebbero quindi che le varie strategie messe in atto da Apple, a partire dai trade-in con valori maggiorati, per rimpolpare le vendite degli iPhone non hanno ancora granché attecchito, almeno da queste parti. C’è però anche da dire come Huawei e Xiaomi abbiano dei top di gamma che non presentano molto da invidiare al telefono di Cupertino e alzi in alcuni ambiti sono andati pure oltre, specialmente considerando il rapporto qualità/prezzo più favorevole, soprattutto nel caso di Xiaomi. Non deve pertanto destare stupore che in sede d’acquisto le loro proposte siano parecchio attraenti. Dopo il 30 giugno potremmo però leggere una situazione diversa, almeno per Huawei, viste le vicissitudini, ma salvo sorprese difficilmente Apple riguadagnerà subito il terreno perduto. Dovrà attendere il quarto trimestre, con l’arrivo dei nuovi iPhone, si spera senza grossi incrementi di prezzo, e il ricambio che iOS 13 comporterà col taglio dei dispositivi più anziani come 5s e 6. Sui numeri globali, invece, IDC non prevede un facile ritorno al segno + nel breve termine, nemmeno attraverso il 5G, la cui presa nel mercato è attesa molto più lenta rispetto a quella che ebbe il 4G ai suoi esordi.

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Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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