Samsung ci ricorda che le Smart TV sono pur sempre dei computer

Smart è bello. Telefono, orologio, altoparlanti, TV... per arrivare pure a spazzolini da denti e bilance. Ancor prima che bello, oserei dire che smart è quasi obbligatorio. Se non sei smart, inteso come dispositivo, sei fuori moda. I benefici di questo mondo "furbo" hanno però degli inevitabili connessi, spesso illustrati sapientemente (quanto esageratamente) nella nota serie Black Mirror. Il primo è quello relativo alla privacy, argomento trito e ritrito e che, piaccia o meno, per quanti accorgimenti si possano prendere è di fatto "andata" anche solo avendo un singolo prodotto del genere – e no, non sarà Apple a poter cambiare la situazione, per quanto prometta di essere la meno ficcanaso di tutte. Il secondo connesso l'ho analizzato poco meno di due anni fa, ovvero la possibilità di ritrovarsi con un costoso fermacarte se l'azienda produttrice del device cessa il supporto o addirittura getta la spugna; i fatti descritti allora continuano tutt'oggi ad accadere, di recente sono noti i casi dei robot Anki e Jibo. Fortunatamente, con le grandi aziende è difficile che questo avvenga. Nondimeno c'è un terzo potenziale contro, forse ancor più inquietante dei primi due e ce l'ha reso chiaro Samsung.

In un tweet (successivamente eliminato), la filiale statunitense del colosso coreano ha consigliato di effettuare periodicamente una curiosa pratica sui propri televisori smart: una scansione antivirus. Un consiglio corredato perfino da video illustrativo, che mostrava l'operazione. In questo modo viene garantita la corretta operatività dell'apparato nonché la protezione contro software malevoli. Il supporto antimalware è gentilmente offerto da McAfee, preinstallato sui modelli del 2019 ma disponibile pure per le serie precedenti attraverso l'app store. Di base, si tratta di un consiglio strano ma non così tanto insensato. Come tutti i sistemi operativi, anche Tizen è suscettibile di vulnerabilità e necessita di aggiornamenti di sicurezza più o meno regolari. Con la sua posizione invidiabile nel mercato, poi, ecco che la piattaforma TV di Samsung costituisce una preda parecchio invitante per i malintenzionati, e già due anni fa non aveva fatto granché impressione in termini di sicurezza – l'azienda rispose settimane dopo a quelle critiche. Nessun prodotto è al 100% sicuro, anche con tutte le protezioni a disposizione e le massime cure dalla software house, pertanto è necessario un grado di collaborazione da parte degli utenti, a partire da attenzione e buonsenso. Come si diceva spesso per i computer, la miglior difesa (o pericolo) si trova tra il dispositivo e la sedia.

Eppure, non nego che come molti altri fatico a collocare questo tweet nel contesto odierno. In che mondo siamo finiti se abbiamo la necessità di utilizzare un antivirus sulla nostra smart TV? Un mondo in cui, come Samsung di fatto ci ha ricordato con questa breve iniziativa, fallita per le prevedibili contestazioni suscitate, ogni dispositivo smart è di fatto un computer. Tanto il televisore quanto l'aspirapolvere. Computer coi loro pregi e difetti, tanto quanto – se non addirittura più – dei loro corrispettivi tradizionali "personal". Un mondo a cui dovremo abituarci, a meno di non voler andare a vivere in un eremo lontano.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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