AirPower, a volte ritornano, anche se in forma diversa? Kuo sembra pronto a scommetterci

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Chi non muore si rivede. Non sempre, ma succede. Specialmente quando c'è una storia di sconfitta dietro ed una possibile voglia di rivincita. Quando a fine marzo dello scorso anno Apple ha annunciato la cancellazione del progetto AirPower, si percepiva la particolarità insolita del contesto. Una bandiera bianca alzata a fronte di difficoltà tecniche risultate insormontabili, dopo mesi e mesi d'inspiegabile silenzio radio intervallato solo da rumor che già facevano presagire un esito negativo. Se abbiamo un po' imparato a conoscere Apple, è che nel bene e nel male ha un'attitudine testarda ed orgogliosa, il che rende difficile pensare possa aver accettato d'ingoiare il boccone amaro senza contraccolpi. Oggi, per l'appunto, l'analista Ming-Chi Kuo riaccende i riflettori sulla questione nella sua nota agli investitori ripubblicata da MacRumors.

Non si sbilancia nei dettagli, anzi, è estremamente laconico: "small wireless charging mat". Azzarda però la finestra di lancio, nel corso di questo semestre. Cosa può essere cambiato nel frattempo che ha consentito di far ripartire il progetto? Probabilmente non molto, di per sé. Nessuno ha ancora realizzato un vero e proprio equivalente della AirPower, anche se Zagg è convinta di poterci riuscire entro quest'anno. A suggerire che Apple non ha riaperto lo sviluppo nella sua forma originaria è lo "small" utilizzato da Kuo. La AirPower non era proprio così piccola, dato che doveva avere la capacità di ospitare in maniera abbastanza agevole tre prodotti simultaneamente in ricarica, con la possibilità di collocarli in qualsiasi punto sulla superficie. Il reboot potrebbe pertanto prevedere una versione ridimensionata sia per grandezza che per capacità, magari prevedendo due spot definiti per il collocamento dei dispositivi e un'area magnetica cui agganciare l'Apple Watch.

Certo, non sarebbe la AirPower così come l'avevano promessa, ed è lecito pensare che non andrà a chiamarsi nemmeno così data la fama compromessa del nome. Resterebbe in generale la mezza sconfitta, ma forse Apple la preferisce ad una intera e non le si può proprio dare torto. Le consentirebbe comunque di avere la sua base di ricarica wireless, in un modo o nell'altro. Staremo a vedere se Kuo ci avrà preso. Nella stessa nota, l'analista ha anche rilanciato sull'imminente arrivo degli iPhone SE 2/9 col corpo dell'8 e il SoC A13 degli 11, della nuova generazione di iPad Pro con tripla fotocamera posteriore, dei MacBook Pro ed Air da 13" con le tastiere dotate di switch a forbice, di un paio di cuffie Bluetooth di fascia alta e degli attesi tracker AirTag. L'incognita è costituita al momento dal Coronavirus in Cina, col governo centrale che per precauzione ha prolungato il periodo di assenza dal lavoro legato al capodanno cinese, coinvolgendo anche le fabbriche dei principali fornitori di Apple. Anche se la situazione desta giuste preoccupazioni, non sono attesi grossi impatti per la ripresa a febbraio, ma nell'eventualità i nuovi arrivi potrebbero slittare alla seconda metà dell'anno insieme ai prossimi iPhone flagship. Infine, Kuo ha offerto uno sguardo al 2021 sostenendo che il probabile successore dell'iPhone SE 2/9, oltre a spostare il Touch ID nel pulsante di accensione/sblocco per un design quasi privo di bordi come i modelli maggiori, potrebbe mantenere lo schermo LCD limitando i costi.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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