Huawei presenta il Mate Xs, l'evoluzione della specie

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Mentre raccoglievo le informazioni per la stesura di questo articolo, sono rimasto pressoché stupito dal fatto che sia già passato un anno dalla presentazione di Huawei Mate X: svelato al mondo poco dopo il Galaxy Fold, ha saputo intendere il concetto di display pieghevole in un modo leggermente diverso rispetto al suo concorrente. Certo, si parla sempre di smartphone che vogliono fare i tablet (o di tablet che si vogliono mimetizzare nel mercato smartphone, fate voi), ma l'uso di un singolo display che si ripiega su se stesso, creando due differenti schermi, mi era parsa una soluzione alquanto percorribile. Purtroppo, però, il Mate X è rimasto, di fatto, in quarantena, ehm, esclusivo per la Cina, ma  Huawei promette che il suo successore, il Mate Xs appena presentato, sarà distribuito in tutto il mondo a partire dal prossimo mese per la "modica" cifra di $2.499, tasse escluse.

Le differenze con il capostipite sono di natura squisitamente tecnica: accanto al SoC Kirin 990 (che integra nitidamente il modem 5G, non più installati come componente separato), è stato introdotto il nuovo meccanismo di apertura ad ali di falco ed è stato migliorato il processo costruttivo del display da 8" (ripiegato misura 6.6"), che ora consta di quattro differenti livelli. Il primo e il secondo sono costituiti da due strati di una pellicola in poliammide (niente, dunque, simil-vetro come lo Z Flip di Samsung), il terzo è il display OLED flessibile mentre il quarto è formato da uno strato di polimeri che lo collegano al corpo principale dello smartphone. Il resto dei componenti, invece, è lo stesso del modello pretendete: batteria da 4500 mAh, quattro fotocamere (una da 40 mpx f/1.8, un'altra da 8 mpx f/2.4 con teleobiettivo, una terza da 16 mpx f/2.2 ultrawide e una quarta che funge da sensore di profondità 3D), 8 GB di RAM e 512 GB di memoria interna.

Lato software, invece, è stata implementata la possibilità di avere fino a tre app aperte (una a sinistra dello schermo, una destra e una al centro), mentre mancano del tutto i Google Services, sostituiti da quelli Huawei. Chi vorrà implementarli smanettando con il dispositivo è avvisato: Google ha detto che non tollererà installazioni fai da te, combattendole in ogni modo. A quanto pare, comunque, lo Store di Huawei è ben fornito di app per ogni esigenza.

Elio Franco

Editor - Sono un avvocato esperto in diritto delle nuove tecnologie, codice dell'amministrazione digitale, privacy e sicurezza informatica. Mi piace esplorare i nuovi rami del diritto che nascono in seguito all'evoluzione tecnologica. Patito di videogiochi, ne ho una pila ancora da finire per mancanza di tempo.

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