Coronavirus: Apple ha riaperto tutti gli Store in Cina, ma li chiude nel resto del mondo fino al 27 marzo

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L'avevamo premesso qualche giorno fa, che saremmo dovuti tornare sull'argomento Coronavirus, volenti o nolenti, quando va ad impattare il mondo tech, con particolare riferimento ad Apple (a tal proposito, rinnoviamo l'invito a seguire le disposizioni e restare in casa quanto più possibile). Settimana scorsa avevamo parlato delle prime misure intraprese dall'azienda di Cupertino per confrontarsi con la situazione, a cui hanno fatto seguito la chiusura di tutti gli Store italiani e ieri la conferma di una WWDC 2020 solo online. Il complicarsi del contesto, anche negli USA, col segnalarsi di infezioni sia tra i dipendenti di alcuni negozi sia negli uffici (tre i casi attualmente accertati nella sede centrale europea di Cork), ha reso necessarie misure più energiche da parte di Apple, annunciate attraverso una lettera firmata da Tim Cook.

La misura adottata in Italia e nelle scorse ore pure in Spagna è stata estesa a tutto il mondo: gli Store fisici chiuderanno i battenti fino al 27 marzo. Resteranno attivi gli Store online locali, così come i canali di supporto tramite sito e telefono. L'unica eccezione è costituita dalla Cina, dove le imponenti misure di contenimento intraprese dal governo stanno dando frutti concreti e i contagi giornalieri si contano ormai sulla punta delle dita. Nel Paese del Dragone, tutti gli Apple Store sono tornati operativi. Anche tra i fornitori la situazione sta gradualmente tornando verso la normalità, ripristinando la produzione di nuove unità.

Per quel che riguarda gli uffici, Apple non prevede la chiusura, ma conferma il ricorso esteso al lavoro agile. Chiunque avrà la possibilità di lavorare da remoto sarà invitato a farlo fino al termine dell'emergenza, mentre coloro che necessiteranno di continuare a recarsi in ufficio potranno farlo nel rispetto di tutte le indicazioni sanitarie per minimizzare i rischi, a partire dal mantenimento di adeguate distanze interpersonali. Verranno intensificate le procedure di controllo, a partire da quelle relative alla temperatura corporea, così come la pulizia estesa delle postazioni. Cook assicura che gli stipendi non avranno alcun impatto derivante dallo smart working, continuando sulla base delle regolari giornate lavorative, e conferma l'espansione delle policy di assenza di lavoro per i casi di convalescenza, quarantena obbligatoria, cura di familiari ammalati e dei figli a casa con le scuole chiuse. Infine, in aggiunta alla donazione locale di 1 milione di $ per la comunità di San Jose annunciata ieri in seguito all'annullamento della versione fisica della WWDC 2020, Apple ha dichiarato di aver devoluto ad oggi 15 milioni di $ a livello globale, impegnandosi ad integrare le donazioni individuali dei dipendenti con un rapporto di 2 a 1.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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