Gli iMac sono alla frutta: urge un cambiamento stile MacBook Pro 16"

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Voglio partire con un semplice assunto: il modello base dell'iMac 21,5" (1349€) è l'acquisto peggiore che si possa fare, oggi. E potreste pensare che il problema sia il vecchio schermo FullHD, i processori di settima generazione o la scheda grafica integrata, ma in realtà ciò che rende lentissimo ed obsoleto questo computer è il disco meccanico. Perché con un SSD quel piccoletto sarebbe comunque "scattante" per l'uso semplice del quotidiano. Dal modello superiore (1549€) abbiamo lo schermo 4K e processori di ottava generazione con scheda grafica dedicata. Una misera (Radeon Pro 555x che era base già anni fa) ma comunque meglio di quella integrata. Però anche qui: disco meccanico.

Se avete già comprato una computer simile e vedete che arranca, non è perché è vecchio o dovete "formattare". È solo quel vecchio e brutto HDD. Se avete dimestichezza potete sostituirlo anche da soli, seguite le guide di iFixit che sono ben fatte o affidatevi ad un tecnico. C'è anche la possibilità di spostare il boot del sistema operativo all'esterno con un SSD in un case USB-C o con uno già fatto e finito come il Samsung T5. Ma non sarà la stessa cosa di un disco interno. Non per la velocità quanto per la natura stessa della USB e per come gli è "concesso" di gestire scambio dati e accesso alla memoria. Quindi fareste sì un grande passo avanti ma la soluzione ideale, se non si vuole aprire il computer, è quella di un SSD con connessione Thunderbolt 3 come il Samsung X5.

Se invece state pensando di comprare ora un iMac da 21,5", e onestamente non dovreste, c'è la possibilità di configurarlo con il Fusion Drive. Che poi è di serie nel modello "top" da 1749€. Il problema è che anche questo va evitato, per certi versi più del disco meccanico... perché poi magari si è più restii a cambiarlo o a capire la natura della lentezza. Capisco che magari qualcuno di voi lo usa e potrebbe anche difenderlo. Nel 2010 combattevo contro quelli che sconsigliavano gli SSD, ne ho passate di peggio! Comunque all'inizio, appena è stato presentato, nel modello da 1TB meccanico c'era un disco flash da 128GB e sul fronte della velocità, per usi non professionali, si andava molto bene. Poi dal 2015 è sceso a 24GB e nel 2017 risalito a 32GB, quindi a meno che non si usino sempre le stesse app con i medesimi file, la cache arriverà subito alla corda e finirete per andare alla velocità del vecchio e brutto HDD. La componente flash è rimasta da 128GB sui Fusion Drive da 2 e 3TB, ma il rapporto rimane sempre basso e, velocità a parte, basta che uno dei due elementi non funzioni per renderli inaccessibili entrambi. Quindi si raddoppia la possibilità di malfunzionamenti. E non è neanche robustissimo sul fronte logico, infatti con il passaggio al nuovo file system APFS si sono avuti un po' di problemi, soprattutto per quelli che utilizzavano anche BootCamp.

Insomma la prima opzione "valida" sarebbe quella del modello intermedio da 1549€ ma aggiungendo un SSD da 256GB, per un totale di 1799€. Solo che ci sarebbe troppa poca memoria di archiviazione e quindi si dovrebbe aggiungere il prezzo di un disco esterno. Certo l'iMac così andrebbe anche bene per uso generico ma di certo quei 1900€ non sarebbero spesi bene. Quindi, in sintesi, tutti gli iMac "piccoli" non si devono comprare di questi tempi.

Va molto meglio per il modello da 27", che è stato aggiornato nel 2019 ed ha processori più recenti (di ottava e nona generazione) e schede grafiche migliori, ma anche qui bisogna fare attenzione a non prendere il Fusion Drive. Fidatevi di me, presto o tardi ve ne pentireste. Soprattutto provando lo stesso computer con SSD, che va molto molto meglio oltre ad essere più sicuro per i vostri dati. A livello di prestazioni questo iMac va bene, ma per avere CPU di nona generazione, una scheda grafica un minimo valida (la Vega 48) ed un disco flash, si deve andare sui modelli superiori ed aggiungere delle opzioni. Quindi il prodotto è valido ma l'offerta in fase d'ordine è pessima. Un po' come succedeva con il MacBook Pro 15" fino all'arrivo del nuovo 16" che ha cambiato tutto.

Una nuova speranza?

In questi giorni si inizia anche a parlare di nuovi iMac, per fortuna. Sono ancora rumor da oriente, la fonte è Mac Otakara che non è po così affidabile, ma insomma: l'aggiornamento dell'iMac non è solo possibile è assolutamente doveroso. E che si inizi dal modello piccolo ha anche senso dato che sta messo molto peggio. Le informazioni attuali riferiscono di un passaggio a schermi da 23" che, in effetti, si potrebbero anche inserire in una scocca molto simile all'attuale riducendo il bordo a circa 1cm per lato.

Sul refresh del 27" ho qualche dubbio in più, nel senso che non me l'aspetto così profondo. In realtà se solo Apple rivedesse la proposta partendo già dalle CPU nona generazione, inserendo GPU più recenti fin dalla base (come le AMD 5500/5600) ed un SSD di serie, sarebbe tutto un'altro discorso. Volendo però seguire il trend del piccoletto qui si potrebbe salire a 29". Per entrambi io lascerei le risoluzioni attuali, 4K e 5K, che con 2" in più non perdono quasi nulla. Però Apple è fiscale su queste cose ed è più probabile che mantenga la stessa densità ed aggiunga dei pixel fino a coprire l'incremento di superficie. Uscirebbero risoluzioni fuori standard, lo so, ma succede già così sui portatili da anni (il MacBook Pro 16" ha un pannello 3072×1920 pixel, tanto per dirne uno).

La speranza di un 32" tipo quello del Pro Display XDR mi pare un po' campata in aria, a meno che non lo facciano in un nuovo iMac Pro da 10.000€ dato che solo schermo 6K nanotexture con stand costa circa 7500€. Se lo chiedeste a me vi direi, come faccio da anni, che l'ideale per lavorare non sono due monitor o un monitor 21:9 ma un bel 32" 16:9. Ci dà tanto spazio è più facile da gestire e mantiene alta la concentrazione visiva. E a me basterebbe anche un 4K, dato che l'ho usato per tanto tempo e dalla normale distanza di visione con le funzioni HiDPI è validissimo. Tanto se uno deve fare lo sborone ad Hollywood ora ha il Mac Pro con schermo 6K, perché non creare computer più smart e con maggiore sostanza nella linea più commerciale? Lo chiedo così, ma so che non si andrà mai in questa direzione. Per come ragiona Apple già sarà un miracolo vedere un 29" che mantenga i 5K, figurarsi addirittura su 32".

LED, micro-LED, nano-LED...

Poi c'è il discorso micro-LED, che negli anni si è ridimensionato passando a nano-LED. Attualmente iniziano a vedersi i primi sul mercato e sono molto costosi, ma se con i micro il livello di gestione di illuminazione sarebbe davvero precisissimo, integrando vantaggi di OLED e LED/IPS, allargando le "maglie" la situazione potrebbe non essere così entusiasmante. Va detto che non si sentono certo problemi di qualità sugli schermi degli iMac, ma le imperfezioni dell'illuminazione si vedono di più con l'aumentare della diagonale. Dunque non è tutto così scontato.

E cosa dire del Design? Anni fa, nel 2016, ricordavo che non cambiava già dal 2012 e che prima era stato solo leggermente snellito di lato. Quindi figurarsi oggi nel 2020. Eppure su questo aspetto io sarei prontissimo a sorvolare, a patto che i contenuti siano di qualità. Vorrei cioè un upgrade stile MacBook Pro 16": schermo più grande anche senza nessun intervento stilistico, però con hardware moderno e offerta completa già nel base gamma. Non come ora che tutte le cose buone si pagano a parte. L'anno scorso non avrei osato scrivere una cosa del genere. Ero rassegnato più a vedere nuovi design slim che non offerte convincenti. Gli ultimi update dei Mac mi stanno facendo pensare diversamente e ne sono felice. Dunque che tengano pure l'attuale design, anche perché vedere la linea del Mac Pro su un iMac da 23" forse sarebbe pure un po' svilente...

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram