Apple M1: ecco il primo SoC dedicato per Mac, pronto per Big Sur (che arriverà intanto su Intel giovedì)

Leggi questo articolo grazie alle donazioni di Alessio Soraci, Gianluca Erbinucci, Carlo Vigano, Giorgio Gullotti, Roberto D'Orta, Alex Martelli, Maurizio Chiarotto.
♥ Partecipa anche tu alle donazioni: sostieni SaggiaMente, sostieni le tue passioni!

I botti si sparano a fine anno, di solito. Anche un pochino prima, secondo Apple. Oggi il colosso di Cupertino ha dato il via alla fase commerciale della transizione ai SoC Silicon, presentando anche il primo della nuova serie. Si chiama M1 e si presenta subito con ottime credenziali. Entriamo più nel dettaglio.

Come gli A14 recentemente introdotti su iPad Air 2020 e iPhone 12, anche il nuovo entrato è basato sul processo produttivo a 5 nanometri di TSMC. È un octa-core, composto da 4 nuclei ad alte prestazioni ed altri 4 a risparmio energetico, che al bisogno possono tutti operare insieme come da prassi dell'architettura big.LITTLE. Nell'uso basico (navigazione ed email), Apple ritiene anzi già sufficiente il quartetto più parsimonioso, in grado di offrire le stesse prestazioni degli Intel Core i3 Ice Lake che fino a pochi minuti fa erano implementati nei MacBook Air; non è tanto però una questione di performance, bensì di consumi, che con M1 si prospettano parecchio inferiori anche quando si sfruttano i core più pompati. La massima potenza può arrivare infatti sino al doppio delle soluzioni laptop Intel di punta ad un quarto dell'energia richiesta.

Sul fronte GPU, M1 include un chip grafico fino a 8 core, a seconda della configurazione. Le prestazioni arrivano fino a 2,6 TFLOPS ed è in grado di destreggiarsi bene anche in contesti piuttosto esigenti, come il collegamento a più monitor e la gestione di stream multipli in 4K. Ma l'arrivo di M1 è anche l'occasione per portare su Mac il Neural Engine, 16 core dedicati a machine learning, intelligenza artificiale, riconoscimento vocale e numerose altre operazioni che così non vengono demandate ai chip principali, liberi di dedicarsi ad altri compiti. Non mancano poi migliorie a componenti che avevamo in buona parte già visto nei computer Apple degli ultimi anni attraverso i coprocessori T1 e T2, ora inclusi in un singolo SoC: un ISP riprogettato che porta migliore qualità nei filmati catturati attraverso la videocamera FaceTime HD; la Secure Enclave per la protezione dei dati personali; un controller SSD ad alte prestazioni dotato di codifica AES hardware; encoder e decoder multimediali a bassi consumi. Ad essi si aggiunge anche un controller Thunderbolt progettato da Apple e comprendente anche il supporto a USB 4.

Sul fronte software, macOS Big Sur è già pronto ed ottimizzato per i prodotti basati su M1 (nell'attesa, arriverà sui Mac Intel fra due giorni, giovedì 12). Com'è già noto, la versione ARM/Silicon del sistema operativo desktop Apple include alcune peculiarità, come l'emulatore Rosetta 2 che consente di utilizzare le app Intel preesistenti con perdite di performance relativamente contenute e il supporto alle app iOS (salvo che i singoli sviluppatori non facciano l'opt-out, cosa che ci si dovrà attendere soprattutto per coloro che hanno software separati per Mac e iDevice, senza sfruttare tecnologie come Catalyst). Oltre alle app native Apple già ricompilate, disponibili da subito, sono stati annunciati vari software terzi, come Adobe Lightroom (in arrivo già a dicembre) e Photoshop, Affinity Publisher, DaVinci Resolve, Microsoft Office ed altri. Non mancheranno all'appello nemmeno giochi, come Baldur's Gate e Beyond A Steel Sky.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

Commenti controllati Oltre a richiedere rispetto ed educazione, vi ricordiamo che tutti i commenti con un link entrano in coda di moderazione e possono passare diverse ore prima che un admin li attivi. Anche i punti senza uno spazio dopo possono essere considerati link causando lo stesso problema.