Recensione SIGMA 60-600mm F4.5-6.3 DG DN OS Sport: l’unico zoom 10x per mirrorless full-frame

I fotografi di sport o naturalistica spesso viaggiano con due obiettivi tele o con uno più un moltiplicatore, in modo da coprire un ampio range di focali. Il caso più frequente è quello del 70-200mm più un tele-converter 1,4x o 2x, oppure un secondo zoom che arrivi a 400mm o anche 600mm. Sigma ha da qualche tempo nella sua linea Sports un interessante tuttofare, ovvero il 60-600mm F4.5-6.3 DG OS HSM per reflex, che di recente è stato presentato anche nella versione con attacco L-mount e Sony E. Il Sigma 60-600mm F4.5-6.3 DG DN OS Sport è a tutt’oggi l’unico zoom 10x disponibile per mirrorless e, in questa trasposizione, ha anche perso circa 200 grammi di peso.

La costruzione, rigorosamente realizzata in Giappone, è in Magnesio, Plastica rinforzata da fibra di carbonio (CFRP) e TSC (Thermally Stable Composite). Risulta molto robusto, con resistenza a polvere e schizzi d’acqua realizzata tramite sigilli sull’attacco in ottone e sulle ghiere. Il peso del modello Sony E-mount è di 2,485 Kg, con un diametro massimo di 119mm ed una lunghezza di 281,2mm.

In dotazione abbiamo tappo frontale a molla, tappo posteriore, paraluce, copertura frontale in tessuto imbottito e una sacca semi-rigida da trasporto con tracolla.

Davvero ben fatto l’anello con staffa, il quale termina con una base direttamente compatibile con le teste Arca Swiss, dove si può agganciare senza necessità di una piastra. Inoltre, l’anello dispone di un passante per una eventuale cinghia/tracolla e di stop visivi e fisici che segnalano il perfetto allineamento orizzontale o ruotato a 90° per gli scatti in verticale.

Lo schema ottico è costituito da 27 elementi in 19 gruppi, con tre lenti SLD (Special Low Dispersion), due FLD (Ultra Low Dispersion) e rivestimento Super Multi-Layer della lente frontale da 105mm repellente ad acqua e olio.

Il diaframma ha 9 lamelle circolari, con apertura massima che va da f/4,5 a 60mm a f/6,3 a 600mm.

Lunghezza Focale Apertura max Apertura min
60mm f/4,5 f/22
80mm f/5 f/22
100mm f/5 f/25
200mm f/5,6 f/25
300mm f/5,6 f/29
400mm f/6,3 f/29
600mm f/6,3 f/32

La messa a fuoco avviene internamente, con il nuovo motore lineare HLA veloce e completamente silenzioso. Supporta anche il DMF (Messa a fuoco manuale diretta) sui corpi Sony. Sul lato del barilotto troviamo in alto lo switch AF/MF, facilissimo da azionare, e sotto il limitatore dell’AF. Questo ha la posizione FULL che sfrutta l’intera escursione, oppure quelle più rapide che la limitano dal minimo fino a 6 metri o da 6 metri all’infinito.

La distanza minima di messa a fuoco si ottiene a 200mm ed è di 45 cm, con un rapporto d’ingrandimento macro di 1:2,4 (ed un’apertura massima di f/5,6).

È l’unico zoom 10x per mirrorless

L’escursione 10x si controlla tramite l’ampia ghiera frontale, che offre una buona resistenza ma anche una certa ruvidità. Alternativamente si può usare in modo simile ad uno zoom a pompa, spingendo o tirando la parte anteriore dell’obiettivo. Si deve fare un po’ di forza, ma è assolutamente gestibile e può essere più pratico della ghiera in alcune situazioni.

Al massimo tele l’obiettivo si estende di circa 10 cm e sbilancia parecchio la presa, rendendone l’uso più impegnativo per le braccia. Onestamente non riesco a tenerlo a 600mm per più di un paio di minuti, ma non sono esattamente “allenato”.

Una cosa interessante è che si ha disposizione uno switch Lock che blocca la posizione dello zoom sui valori stampati, quindi a 60, 80, 100, 120, 150, 200, 250, 300, 400 o a 600mm. Più che una comodità è una vera e propria necessità, perché tenendo l’obiettivo verso il basso il barilotto tende ad estendersi senza il blocco attivo.

La stabilizzazione è molto efficace, con una resa dichiarata che varia da 6 stop a 600mm a 7 stop a 60mm. Ovviamente dipende molto dalla manualità del fotografo e direi anche dalla stanchezza, che si fa chiaramente sentire dopo un po’ di tempo con questo obiettivo al collo. Nel mio caso a 600mm ho ottenuto una foto nitida a 1/50, che si traduce in una compensazione di circa 4,5 stop.

Dallo switch sul barilotto si può attivare la stabilizzazione su tutte le direzioni (Modo 1) oppure quella specifica per il panning (Modo 2) che non agisce sull’asse in movimento. Inoltre, c’è un secondo selettore Custom il cui funzionamento è personalizzabile tramite il Dock e il software Sigma Optimization Pro sui corpi con L-mount, ma di base offre la posizione Off, quella C1 (Dynamic View Mode) che rende l’immagine più ferma in live view dopo la messa a fuoco e quella C2 (Moderate View Mode) che restituisce una visione più naturale. Non ho notato una grandissima differenza tra le due, ma l’ho tenuto sempre impostato su C1 ed è impressionante vedere come a 600mm basti premere leggermente l’otturatore per passare da un’immagine del tutto tremolante ad una ferma.

La distorsione è molto ben controllata, con un minimo di cuscinetto sia a 60mm che a 600mm. Inoltre, l’obiettivo dialoga con i corpi Sony per la correzione diretta sul file JPG e c’è già il profilo in molti software, come Lightroom.

Le foto a 600mm sono inevitabilmente un po’ piatte, ma dai 400mm in giù restituiscono un bel senso di tridimensionalità. In particolare fino ai 200mm le immagini sono davvero belle e difficilmente si potrebbe pesare che siano scattate con un zoom di tale escursione.

Lo sfocato non è sempre costante e viene influenzato dall’apertura, dalla lunghezza focale e dalla distanza del soggetto. Nella maggior parte dei casi è molto morbido e piacevole, soprattutto intorno ai 200mm dove si ha anche il massimo fattore di ingrandimento. È molto bello anche a 600mm quando sfoca completamente lo sfondo ma, se ci sono elementi su un piano vicino a quello del soggetto, allora il bokeh può essere più duro e nervoso nella progressione.

Ovviamente a 60mm con f/4,5 non stacca molto, ma i ritratti si possono comunque fare senza problemi con tutte le focali disponibili.

Minimi i difetti di flare scattando contro sole o con sorgente di luce laterale, specie utilizzando il grande paraluce in dotazione. E anche per l’aberrazione cromatica mi ha stupito, con rara presenza di sdoppiamenti tendenti al magenta o al ciano nelle aree sottili e fuori fuoco.

La nitidezza, poi, è andata molto al di là di ciò che mi sarei aspettato. Ho scattato fotografie con tutte le focali sulla Sony A7R V da 61MP e in nessun caso l’obiettivo ha mostrato il fianco. La risoluzione al centro è sempre elevatissima già a tutta apertura e al bordo è solo leggermente inferiore.

Insomma, la cosa davvero impressionante di questo obiettivo è che Sigma sia riuscita a conciliare uno zoom così esteso, che va praticamente da un normale ad un super-tele, riducendo al minimo i difetti e mantenendo una qualità ottica invidiabile e costante su tutta l’escursione.

Conclusione

Il Sigma 60-600mm F4.5-6.3 DG DN OS Sport supera per molti aspetti la precedente versione per reflex e, ad essere sinceri, l’ho trovato persino più convincente del 150-600mm che ha minore escursione e versatilità. Ovviamente il suo prezzo di 2400€ è più salato, ma può essere veramente l’unico obiettivo in borsa per affrontare sia fotografia sportiva che naturalistica. Col fatto che si parte da un 60mm che è “quasi” un normale, è davvero difficile che ci sia una foto persa con questa lente. La ghiera di zoom è un po’ ruvida e non mi piace molto, ma renderla più morbida avrebbe forse accentuato la tendenza del barilotto a muoversi accidentalmente, ad esempio camminando. Il sistema di lock risolve il problema, ma bisogna abituarsi ad usarlo con costanza. Alla fine l’unico vero contro altare di una lente così pratica è il peso che, per quanto sia diminuito di 200 gr rispetto la versione reflex, si sente parecchio sulle braccia se non si ha con sé un treppiedi o almeno un monopiede.

PRO
PRO Buona costruzione
PRO Tropicalizzato
PRO L’unico zoom 10x per mirrorless
PRO La partenza da 60mm lo rende molto versatile
PRO Soffre di pochissimi difetti dal punto di vista ottico
PRO La risoluzione è elevatissima al centro già a TA a tutte le focali
PRO C’è poca perdita di qualità ai bordi su tutte le escursioni
PRO La stabilizzazione è eccellente
PRO Messa a fuoco veloce e con pratico limitatore
PRO Possibilità di zoomare tirando e spingendo la parte frontale dell’obiettivo

CONTRO
CONTRO Bisogna abituarsi ad usare il lock con costanza
CONTRO Il peso è diminuito rispetto la ver. reflex, ma è sempre importante

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Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione.