Come ogni periodo precedente all’uscita di un nuovo dispositivo Apple, non sono pochi i rumors e le speculazioni che si stanno susseguendo a riguardo del fantomatico iPhone 5 che, teoricamente, dovrebbe uscire a Settembre. Mettendo da parte per un attimo la corsa allo scoop e alla novità, vorrei soffermarmi sull’argomento display per valutarlo con un occhio critico e — per quanto possibile — obiettivo.

A sentire le ultime voci — anche autorevoli, il nuovo gioiellino Apple dovrebbe presentare uno schermo più grande, passando dagli attuali 3,5 pollici ai ben più grandi 3,7.

Nota: sebbene una tale differenza possa sembrare ridicola, la verità è ben diversa. Per fare un paragone pensate al Samsung Galaxy Tab, tablet che con i suoi 7 pollici è notevolmente più piccolo dell’iPad, da cui differisce per meno di 3 pollici.

L’immagine più accreditata per il nuovo iPhone è questa:

3,7 inch screen iPhone 5

Tralasciando commenti riguardo il nuovo design — non pertinenti a questo articolo, l’indizio è chiaro: lo schermo dovrebbe venire allargato a fronte di una drastica riduzione della cornice laterale. Joshua Topolsky, autore dello scoop, sembra molto convinto di questo cambiamento, ma credo che si stia sbagliando di grosso. Perché dico questo? Be’, permettetemi una breve digressione.

La realizzazione della UI (User Interface, ovvero “Interfaccia utente”) avviene in modo diverso sul Mac e sui dispositivi iOS. Mentre sul primo il problema delle diverse risoluzioni degli schermi è risolto tramite elementi di interfaccia che si allungano e si modificano “intelligentemente”, per i secondi la situazione è ben più complessa. Visto il poco spazio disponibile sul display di iPhone (ma l’iPad non fa eccezione), le UI vengono progettate pixel per pixel, con una cura maniacale atta a massimizzare le informazioni/grafica mostrate.

Per farvi capire, pensate alle t-shirt commerciali realizzate dalle grandi marche e ai vestiti dei sarti. Le prime sono una serie ingrandimenti/riduzioni a seconda delle taglie della stessa immagine o pattern; i secondi, invece, sono opere certosine progettate su misura del cliente, in modo da assecondarne forme e nasconderne difetti.

Sebbene “pesante”, un cambiamento come quello da display “normale” a “Retina” non è troppo difficile da realizzarsi. Ogni pixel viene miniaturizzato, e nello stesso spazio in cui precedentemente ce ne era uno solo ora ce sono ben quattro. È ovvio che le UI devono essere ri-calibrate, ma lo sforzo non è gigantesco e anche uno sviluppatore amatoriale (quelli che hanno fatto la fortuna del’App Store) può farcela. Un cambiamento di dimensioni che non sia un mero “zoom”, come quello “previsto” da Joshua, invece, è un problema ben più grande: si perdono infatti le proporzioni e ogni elemento dell’interfaccia deve essere ridisegnato da zero per tenerne conto.

Un cambiamento di grandezza dello schermo nell’iPhone 5 è, quindi, qualcosa di altamente improbabile — anche seuna possibilità infinitesima esiste sempre; soprattutto considerando che a tutt’oggi, quasi un anno dopo l’uscita del Retina Display, ci portiamo dietro strascichi dell’ultima “semplice” modifica dello schermo. Nonostante tutto, Apple non può permettersi ancora una mossa del genere. Ne riparliamo il prossimo anno.