Il keynote tenuto oggi da Google per aprire la conferenza I/O ha un sapore quasi Apple-iano, che rimanda ai keynote di qualche anno di Jobs colmi di roba da lasciarci la mascella a terra. Ok, probabilmente per certe cose non saremo granché stupiti, visto che vi sono già in versione Apple, ma molte altre sono veramente interessanti. Vediamo cosa ha presentato Google e in che modo sta andando verso una battaglia totale con Apple su tutti i fronti.

Google I/O

Engadget, ben conosciuta per i suoi liveblog dai keynote Apple, anche stavolta ha fatto un ottimo lavoro nel seguire e riportare tutte le novità emerse da questo lancio di Google I/O. Il primo ambito da cui sono partiti è stato Android. Il sistema operativo di Mountain View macina dati veramente impressionanti: 100 milioni di nuovi dispositivi Android venduti nel corso di quest'anno e il Market arrivato a quota 200.000 applicazioni. Al momento, dunque, si va sempre più verso un duopolio Android-iOS, che non farà mancare colpi di scena e grandi battaglie tecnologiche. Per iniziare ad alzare la temperatura, è stata annunciata la revisione 3.1 di Honeycomb, contenente svariate novità: la più importante tra tutte è la possibilità di utilizzare il proprio tablet con una vastissima gamma di dispositivi via USB, dalle fotocamere ai joypad, anche quelli delle console. Oltre a ciò, sarà presente un nuovo sistema di widget, l'integrazione con la Google TV, che avverrà nel corso dell'Estate, più altre novità minori, come un editor di video chiamato Movie Studio. Oltre ad Android 3.1 è stata data anche una prima anticipazione di Ice Cream Sandwich, il successore di Honeycomb, che dovrebbe coprire finalmente tutti i dispositivi, dagli smartphone ai tablet. Secondo quanto anticipato da Google avrà una interfaccia "allo stato dell'arte" e nuove possibilità di interazione, sia grazie al riconoscimento facciale che a quello vocale. Il nuovo Android è previsto per il quarto trimestre di quest'anno, ossia tra Ottobre e Dicembre. Oltre a ciò, Google ha dato una spallata alla questione frammentazione annunciando un nuovo accordo con tutti i partner hardware che prevede l'aggiornamento dei nuovi dispositivi alle versioni successive di Android per almeno 18 mesi dalla messa in commercio, una rotta abbastanza simile a quella seguita da iOS, che più o meno interrompe il supporto ai dispositivi più vecchi in un lasso di tempo simile, forse ancora leggermente superiore.

Anche l'Android Market ha ricevuto una forte spinta. Google offre ora anche un servizio di noleggio film, simile a quello già presente in iTunes. Al contrario di iTunes, però, il servizio non è legato all'uso di una applicazione, ma è accessibile da qualsiasi browser per Windows e Mac adeguatamente supportato. Stranamente, va un po' a cozzare con il servizio similare lanciato su YouTube proprio nei giorni scorsi. I due servizi però sembrano basarsi sullo stesso modello, condividendo sia prezzi che restrizioni (fino a 4,99 $, massimo 30 giorni per la visione e massimo 24 ore dalla prima visione avvenuta), dunque è probabile che il supporto per i computer normali sia più un qualcosa di "collaterale" per l'Android Market, che si rivolge perlopiù ai dispositivi con il sistema operativo mobile di Google.

La vera bomba è arrivata però dopo: Music by Google. Il servizio, lanciato in Beta gratuita ma attualmente solo ad invito e solo sul territorio statunitense, è completamente cloud based, utilizzabile su qualsiasi dispositivo che supporti Flash (niente iOS, quindi) e consente di poter creare una library musicale che arriva a 20.000 canzoni da ascoltare su qualsiasi dispositivo sia in proprio possesso. Il servizio sarà utilizzabile anche offline, grazie a un sistema di cache che salverà canzoni o anche album a propria scelta sul computer o sul dispositivo, in modo da poterle ascoltare anche senza avere una connessione di rete attiva nel momento in cui le si ascolta. Inizialmente gratuito, Music by Google diventerà ovviamente a pagamento, nella speranza per i suoi utenti che si aggreghino anche le major, non rivelate, rimaste fuori dall'accordo. Ad ogni modo, quello che si temeva è avvenuto: Google sta anticipando Apple nell'ambito dello streaming musicale. E, almeno stando a quanto si è potuto vedere, lo sta facendo pure bene.

Insomma, la sfida tra i colossi di Cupertino e Mountain View sta salendo sempre più di livello, con il keynote di oggi che appare come una vera e propria offensiva da parte di Google su tutti i fronti. Apple può però prevenire e recuperare? Certamente. L'azienda di Jobs ha esperienza e know-how per rispondere alla "Big G" in grande stile. Il vantaggio che Apple potrebbe sfruttare sarebbe di tipo temporale: un iOS 5 ben fatto sicuramente sarà una spina nel fianco per Ice Cream Sandwich, che quando uscirà si troverà di fronte a un avversario già uscito e rifinito in termini di bugfix. Similmente vale per il servizio di streaming musicale: se Apple deciderà di lanciare la sua risposta in tempi rapidi, parlando di settimane, potrà recuperare il distacco perduto da Google ed eventualmente andare anche in vantaggio, a seconda di come sarà il servizio di Cupertino. L'unica cosa che si può fare al momento è attendere come Steve risponderà all'offensiva di Google, sperando che questa nuova battaglia totale sia a beneficio di tutti gli utenti.