Quella di Microsoft, nei sistemi operativi mobili, è una storia praticamente opposta rispetto alla controparte desktop. Una volta dominante, con l'arrivo di iOS prima e Android poco dopo, Windows Mobile ha perso sempre più terreno, lasciando al suo erede Windows Phone 7 una pesante eredità e un ingrato compito di riscatto. Compito che fino ad ora il sistema operativo mobile di Redmond ha svolto con molta difficoltà: il marketshare rimane ancora piuttosto basso e di certo la tutt'altro che perfetta organizzazione di Microsoft stessa non ha certo giovato. Un sistema uscito a Ottobre 2010 di fatto ancora incompleto, un aggiornamento, "NoDo", che è stato un po' croce e delizia. “NoDo” sta per “No Donuts”, uno sfottò verso Android e i suoi nomi in codice relativi a dolciumi. E’ stato il primo grosso aggiornamento di Windows Phone 7 e si è concentrato perlopiù sul miglioramento delle prestazioni e sulla stabilità del sistema, portando anche il supporto al copia/incolla. Purtroppo ha avuto una storia un po’ travagliata, l’aggiornamento, in quanto prima Microsoft non riusciva a farlo uscire in maniera decente, ossia priva di bug, e poi gli operatori hanno iniziato a rimandarne il rilascio. Ancora oggi ci sono un bel po’ di dispositivi che non sono stati aggiornati a “NoDo”. Attualmente per rilanciarsi Microsoft ha il colpo in canna della partnership con Nokia, tuttavia per vedere i primi dispositivi commercializzati ci vorranno ancora mesi. Ma quando si parlava di "NoDo", iniziava già a circolare il nome di "Mango". L'esotico frutto è infatti il nome in codice della nuova iterazione di Windows Phone 7, forse 7.1, forse 7.5.

"Mango" porterà in dote a Windows Phone 7 tutto quanto attualmente gli manca per essere competitivo con gli altri sistemi operativi. Ulteriori miglioramenti all'integrazione coi social network, già uno dei punti più apprezzati di Windows Phone 7, maggiore interattività con Bing che coinvolge elementi audio e video, supporto a Windows Live Messenger, riconoscimento vocale, ma soprattutto quelli che potrebbero rivelarsi i punti chiave per convincere eventuali scettici: il multitasking, con un task switcher piuttosto ben fatto anche un po' in stile Exposé e Internet Explorer 9 in versione Mobile, con relativo supporto all'HTML5. In totale, secondo quanto dichiarato da Microsoft "Mango" conterrà ben 500 nuove funzionalità, tra quelle già viste in altri sistemi operativi e portate a Windows Phone e altre che sono peculiari ed esclusive del sistema di Redmond. Un'altra buona notizia per gli utenti presenti e futuri della piattaforma è anche il nuovo corso degli aggiornamenti: Microsoft intende evitare di ripetere il disastro di "NoDo", con continui rimandi a causa dei bugfix, dispositivi che non hanno ricevuto l'aggiornamento e operatori che non l'hanno rilasciato ai propri clienti. Stavolta tutto sarà gestito dall'azienda di Ballmer, nessuna ingerenza esterna o quasi. Il rilascio dell'aggiornamento è previsto entro inizio Autunno, presumibilmente nel corso di Settembre.

Microsoft sta per rientrare in corsa, dunque? Le prospettive ci sono tutte. "Mango" porta Windows Phone 7 ad essere ben dotato in termini di funzionalità, per certi versi anche oltre quelle offerte dai concorrenti. Tuttavia, rimangono delle perplessità. La prima è la mancanza di alcune funzionalità minori, tipo un lettore di PDF/eBook integrato come iBooks offerto con iOS, oppure di dispositivi con videocamera frontale e con software di videochiamata in stile FaceTime. Se per la prima si può comunque rimediare con applicazioni esterne, come Adobe Reader e Amazon Kindle, per la seconda il discorso è più complesso. La chiave potrebbe essere l'acquisizione recente di Skype, certamente il concorrente più pericoloso di FaceTime, sia per anzianità che per fama che per marketshare. Tuttavia, senza la videocamera frontale da questo punto di vista Skype non potrà fare molto. Il software, inoltre, è previsto sì in arrivo per "Mango", ma a causa della mancanza di tempi tecnici non dovrebbe avere una particolare integrazione con il sistema operativo, comportandosi così un po' come un software di terze parti, quale Skype per Microsoft risultava fino a poche settimane fa. Un altro punto di perplessità è dovuto alle tempistiche di aggiornamento. Davvero gli utenti potranno fidarsi di Microsoft? Con "NoDo" l'azienda non ha fatto una bellissima figura e se da un lato è sicuro che per "Mango" cercheranno di impegnarsi per evitare problemi, dall'altro non si sanno gli imprevisti del caso, come bug o incompatibilità con dispositivi. Andando avanti c'è anche il nodo dell'accordo con Nokia. Certamente a Redmond si aspettano che l'azienda finlandese sia la maggiore trascinatrice del nuovo corso di "Mango", ma i tempi sono ancora lunghi e probabilmente il primo dispositivo Nokia arriverà alquanto dopo il rilascio di questo aggiornamento. Infine, permane l'assenza di una visione che comprenda anche i tablet. Per questi ci vorrà ancora un anno e non si dovrà contare su Windows Phone: secondo quanto promesso da Microsoft, la sua offerta per tablet sarà basata su Windows 8, con una adeguata riprogettazione dell'interfaccia per competere meglio con iPad e tablet Android. Ma il maggior pericolo è proprio dovuto all'evoluzione di iOS e Android: con iOS 5 in vista ormai tra poche settimane e Android 4 già annunciato, il rischio è che a Settembre Windows Phone sia di nuovo inseguitore. A parte queste ultime due perplessità, comunque, tutte le altre possono essere riparate e superate. Anche quella dell'inseguimento di iOS e Android può essere superata, ricollegandosi alla questione aggiornamenti e fornendo un percorso di introduzione di novità e funzionalità per colmare il divario. Visto quanto porterà "Mango", organizzandosi per bene potrebbero tranquillamente stare al passo. Windows Phone 7.x diverrà quindi per davvero il terzo incomodo nella grande sfida, quasi duopolio, tra Apple e Google? Molto probabilmente sì, il sistema sta finalmente ingranando. Ma Microsoft deve dimostrare una prova di maturità, imparare dai propri errori passati e rimediarvi completamente. Se lo farà in tempo, iOS e Android avranno un serio concorrente in più, altrimenti a Redmond rischieranno di non avere un grosso pezzo della golosa torta del mercato mobile. Buona fortuna a Microsoft, dunque, in nome di una sana e vantaggiosa concorrenza per gli utenti tra loro, Apple e Google.