Eppure era dato per certo. Alcune settimane fa, era stato lo stesso Eric Schmidt a confermarlo: Apple avrebbe utilizzato le mappe di Google anche in iOS 5. Tutto può però cambiare all'improvviso e questo ambito sembrerebbe non fare eccezione. I recenti ritrovamenti nella parte "legalese" di iOS 5 fanno pensare proprio a un cambio di rotta da parte dell'azienda di Cupertino sulla gestione delle mappe.

La scoperta è stata fatta da Macrumors, che ha ritrovato molti riferimenti a società impegnate nel settore della navigazione satellitare e dei servizi ad essa collegata tra le avvertenze legali. La lista è piuttosto corposa: si parte dal partner più grosso, TomTom, che tramite TeleAtlas fornisce direttamente le mappe. Si prosegue con CoreLogic, che offre tecnologie in grado di stabilire con accuratezza l'estensione di una proprietà e i suoi confini rispetto alle altre circostanti. Getchee si occupa invece di raccogliere e fornire dati relativi a India, Cina e Sud-est Asiatico, mentre ad occuparsi dello stesso servizio per il Giappone, traffico compreso, è Increment P Corp. In Australia e Nuova Zelanda, invece, la copertura è data da MapData Sciences. Gli elenchi delle attività commerciali presenti nelle aree vicine allo smartphone vengono invece forniti da Localeze, mentre DMTI è fonte per tutti gli indirizzi postali del Canada. Urban Mapping fornisce invece informazioni dettagliate sulla zona in cui ci si trova riguardo a vari aspetti come popolazione, criminalità, andamento economico e altro ancora. Waze, infine, raccoglie e fornisce informazioni in tempo reale sul traffico tramite i dati provenienti da coloro che partecipano al "crowdsourcing".

Di fatto, assieme all'acquisizione dell'azienda Placebase effettuata nel 2009, Apple ha tutti gli elementi per potersi smarcare da Google anche nel settore della navigazione a mappe. TomTom è fornitrice anche per le mappe di Google, perciò stavolta l'azienda di Jobs dovrebbe trattare direttamente col produttore invece che avere un intermediario, quale era fino ad ora l'azienda di Mountain View. Urban Mapping non è poi così nuova: era un antico partner di Placebase e potrebbe fornire molto valore aggiunto anche per l'eventuale servizio di Apple.

Insomma, considerato che ben poche sono le sovrapposizioni che si ritrovano con le note legali di Google Maps, la mossa di Apple non è certamente stata fatta a caso. Si sta dunque per aprire un nuovo scenario nella grande battaglia tra Google e Apple, protagoniste le mappe e la navigazione satellitare. A questo punto, mancherebbe solo un motore di ricerca... A meno che a Cupertino non ci stiano pensando sul serio pure a quello...