Quando ad Aprile vi raccontai di come utilizzo Backblaze per effetuare backup off-site vi accennai brevemente anche a Amazon S3, una delle tante altre soluzioni disponibili. Il peccato di S3 però è sempre stato l'alto costo: oltre a pagare lo spazio occupato viene conteggiata anche la banda adoperata per l'upload (e il download) mensile, andando a gonfiare enormemente la bolletta. Ma ci sono novità succose per chi come me è sempre stato affascinato dalla sicurezza e dall'esperienza di Amazon: dal primo Luglio i costi di upload sono stati azzerati.

Schermata 2011 07 04 a 18 16 44

Con una mossa che ha lasciato molti a bocca asciutta, Amazon ha reso totalmente gratuito — qualunque sia la quantità di dati — l'upload verso i suoi server. Gli effetti sono enormi, in quanto il maggiore deterrente verso questo servizio è stato spazzato via.

Considerata questa modifica allora, come si calcola il prezzo di backup?

Per i server europei (localizzati in Irlanda) il prezzo di storage è di 0,14€ al GB. Ciò significa che un backup di 50GB va a costare 0,14$ x 50GB = 7,00$ al mese, ovvero 4,82€, una cifra piuttosto ridotta. Il prezzo di upload è 0$, quindi il totale continua a essere 4,82€ mensili. Il costo di download (sperando che non vi serva) è di 0,1188$ per GB, ovvero 4,09€.

Ricapitolando: con un backup di 50GB andrete a spendere 4,82€ al mese, e nel caso doveste riscaricare i dati in locale spendereste altri 4,09€.

Ma non finisce qui, perché i costi sono ancora minori. Come offerta promozionale ai nuovi utenti Amazon offre una serie di sconti su vari tipi di utilizzo del proprio spazio per il primo anno. Nel nostro caso il risparmio dovuto a questa promozione si aggirerebbe intorno ai 2,03€ mensili (in caso di upload e download nello stesso mese) o 0,48€ (in caso di solo upload).

Il calcolo, comunque, sembra piuttosto complicato. Per fortuna esiste uno strumento fornito da Amazon chiamato Amazon Web Services Simple Monthly Calculator che semplifica le operazioni. Una volta aperta la pagina, selezionate dal menù di sinistra "Amazon S3". Compariranno sei campi, ma quelli che ci interessano sono solo "storage", "data transfer in" (upload) e "data transfer out" (download in locale). Se volete seguire l'esempio da me ideato inserite "50" nel primo campo, una qualunque cifra nel terzo e (se volete) "50" nel quarto. Andando a selezionare l'altra tab "Estimate of your monthly bill" vedrete il risultato aggiornato del vostro teorico pagamento.

La domanda che vi potreste porre però è la seguente: perché dovrei usare S3 invece di Backlbaze, quando quest'ultimo alla fine dei conti (e degli "sconti") continua a costare meno? La risposta c'è, ma non sarà gradita a tutti.

Schermata 2011 07 04 a 18 45 41

Amazon S3 ha la fortuna di essere accompagnato da Arq, un'app (sviluppata da terzi) che permette invio, mantenimento e ricezione dei dati su S3 — con un livello di gestione e personalizzazione possibili a dir poco estremi. I backup effettuati con Arq infatti hanno, tra le altre, la peculiare caratteristica di mantenere tutti i metadati dei vostri file, creando una vera e propria carbone dell'archivio locale — Backblaze e la maggior parte degli altri online storage non hanno questa funzione.

Arq quindi è destinato a quei geek che esigono una soluzione precisa e raffinata, e vogliono il totale controllo sulle operazioni svolte sul loro disco. Il costo di 29$ non è certamente esiguo (~ 20€), ma è il prezzo da pagare per far sì di disporre di queste utili funzioni.

Per concludere: nonostante mi trovi benissimo con Backblaze, sto pensando seriamente di scegliere qualche GB di dati estremamente importanti da caricare una tantum su Amazon S3 in modo da averne un'ennesima copia a basso prezzo. Forse sto diventando eccessivamente paranoico, ma certe volte la prudenza non è davvero mai troppa.

Per tanti altri, invece, sono sicuro che l'azzeramento dei costi di upload su S3 sarà l'ago della bilancia che farà loro fare il "salto" finale alla soluzione di Amazon, e ne capisco pienamente le motivazioni.