Non c'è che dire, agosto è stato un mese molto movimentato: Google che acquista Motorola, HP che dismette l'hardware con webOS e prepara la separazione e la possibile vendita della divisione PC. Ci sarebbero anche le dimissioni di Jobs, in quell'agosto tumultuoso, ma non riguardano il quadro generale di un IT che sta profondamente cambiando, dal momento che Apple è in buona salute e Cook un buon amministratore per il futuro. Oggi è arrivato un nuovo sviluppo, che stavolta riguarda Yahoo!

Carol Bartz, qui nell'immagine pubblicata da Cult Of Mac, è stata licenziata dalla sua posizione di CEO di Yahoo!, che ricopriva dal gennaio 2009. Una posizione scomoda, in una azienda che è stata tra i pionieri della prima era Internet, quella iniziata negli anni '90, ma che ora si trova pericolosamente in bilico tra il passato e il futuro. Quella di Bartz, a dircela tutta francamente, non è stata certo una leadership di grande spessore: a parte l'accordo con Microsoft per unificare le operazioni di ricerca e advertising sotto l'egida dell'azienda di Redmond, non vi sono stati movimenti di rilievo e l'azienda non si è risollevata come sperava uno dei suoi fondatori, Jerry Yang, che aveva lasciato proprio la carica di CEO in favore della Bartz. E a quanto si dice sembra sia stato proprio lui a spingere per darle il benservito.

Ora Yahoo! proseguirà con il CFO, Timothy Morse, come nuovo CEO ad interim, finché non sarà trovata una persona adatta a ricoprire il ruolo. Le prospettive per l'azienda, però, si fanno più pesanti: come riporta Business Insider, il board di Yahoo!, dopo il licenziamento della Batz, ha riaperto le porte a possibili acquirenti per il gruppo. Una acquisizione che era già stata paventata a gennaio 2008, quando Microsoft offrì ufficialmente quasi 45 miliardi di $ per portarsi a casa Yahoo! Chissà che proprio l'azienda di Steve Ballmer non stia ripensando all'opportunità, dato anche che probabilmente potrebbe pagare qualcosa in meno rispetto a quanto offerto tre anni fa.

La strada per Yahoo! appare molto più in salita, dunque. Un peccato, se si considera che anni fa era una delle aziende leader della Rete e considerando come tutt'oggi servizi famosi e importanti come Yahoo! Mail, Yahoo! Answers e Flickr siano tra i migliori. Ma la rivoluzione IT che si sta compiendo, con smartphone, tablet, cloud e il cosiddetto Web 2.0, sembra richiedere il suo tributo di sangue digitale. E per chi rimane indietro ci sono poche speranze. Amazon, Apple e Google l'hanno recepito con largo anticipo, Microsoft si sta avviando sulla buona strada, altre come HP e Yahoo! fanno ancora fatica invece, perdendo importanza a favore di più giovani e rampanti realtà come Facebook, ormai ben più di un social network. La rivoluzione è ancora lunga: quella di oggi è solo una delle sue tante tappe.