Era il 1° ottobre 2001, quando Sony ed Ericsson, che fino ad allora producevano singolarmente telefoni cellulari, in un mercato che stava già avendo troppi player in competizione e in una ottica di unione delle forze per prodotti migliori, crearono la joint venture che avrebbe portato il nome di entrambe le società: Sony Ericsson.

I primi anni furono ottimi: l'azienda crebbe per fama, qualità e vendite, piazzando ottimi modelli, tra cui quelli nelle serie Walkman e Cyber-shot. Addirittura c'è chi provò a seguire lo stesso schema di doppio branding, Benq e Siemens, senza ottenere lo stesso successo. Fu tra le prime a credere negli smartphone, tramite Symbian e l'interfaccia UIQ, usata fino al 2008 dall'azienda nippo-svedese assieme a Motorola. Gli sforzi successivi si sono concentrati sulla serie Xperia, prima con Windows Mobile e poi con Android. Tuttavia, dagli Xperia in poi si può dire che è iniziata la decadenza di Sony Ericsson: dal quarto posto nel mercato mobile è ormai scesa a quote ancora buone ma molto più marginali che in passato, superata da LG, RIM e Apple. Già da tempo c'erano voci di acquisizione della quota di Ericsson da parte di Sony, oggi è arrivata la conferma: Sony assorbirà l'intera Sony Ericsson, dando termine a una partnership durata esattamente 10 anni.

Si tornerà al singolo brand Sony? Altamente probabile: il comunicato stampa fa intendere come Sony integrerà il "nuovo" asset con quello dei prodotti consumer e poiché inoltre di solito non è usuale mantenere il brand di una azienda uscita da quel business dopo un periodo di transizione le possibilità che il marchio Ericsson sparisca dai prossimi smartphone Xperia aumentano. Alla fine, questo capitolo conclusivo della vicenda Sony Ericsson mostra solamente, ancora una volta, come il mercato mobile stia attraversando importanti cambiamenti, dopo l'addio di HP e l'acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google. E quella di Sony non sarà certamente l'ultima scossa in questo mercato.