Il mio primo articolo su SaggiaMente fu un po' un azzardo: esordii infatti parlando di Windows 8, naturalmente in una ottica di semplice conoscenza dei movimenti compiuti dalla più grande concorrente di Apple (assieme a Google), Microsoft. Altre volte, sporadicamente, siamo tornati sull'argomento, garantendo comunque solo saltuari articoli e sempre nell'ottica di una maggior consapevolezza delle mosse anti-OS X e anti-iOS in quel di Redmond. Stasera riprendiamo un attimo il discorso per parlare di come Windows 8 stia concentrando le sue attenzioni sulla piattaforma ARM.

Immagine da The Verge.

Come si può vedere, Windows 8 su ARM, almeno alla prima apparenza, non ha nulla di diverso rispetto alla versione per x86: troviamo l'interfaccia Metro, quella più classica con le finestre e le trasparenze e abbiamo anche Office, nella sua prossima versione, la numero 15 (sarebbe la quattordicesima, tecnicamente, ma la scaramanzia del numero 13 ha fatto saltare una unità, così l'attuale Office 2010 per Windows è contrassegnato come versione 14). L'aspetto più interessante di tutto è che, secondo quanto dichiarato ufficialmente da Microsoft, Office sarà proprio incluso assieme a ogni computer ARM dotato di Windows 8, già preinstallato come il sistema operativo. E non parliamo della solita trial-crapware da 30 giorni o della Starter con le pubblicità, che ultimamente viene sempre più precaricata sui PC: è proprio una edizione completa, con Word, Excel, PowerPoint e OneNote.

A tal proposito Cult Of Mac fa una interessante analisi, riflettendo su come la prossima versione del sistema operativo di casa Ballmer possa costituire pericolo o no per iOS e Android, soprattutto alla luce dell'inclusione di Office citata poco sopra. Partiamo dalle principali caratteristiche di 8 su ARM: sarà preinstallato e non venduto separatamente in scatola come accade per la versione x86, avrà la doppia interfaccia e non potrà però accedere al vasto parco di applicazioni già esistenti per Windows sull'architettura Intel/AMD. Questo, naturalmente, c'era da aspettarselo. Anche Apple, quando arrivò su x86, si trovava sostanzialmente con zero applicazioni di terze parti compilate per questa piattaforma e agli inizi si faceva grande affidamento sull'emulatore per PowerPC Rosetta. Nel caso di Windows 8 su ARM, però, niente emulatori: il dispendio di risorse e di consumi energetici sarebbe tale che pensare a una sorta di Rosetta da x86 ad ARM è praticamente improbabile. Ad aggravare ulteriormente la situazione il fatto che, stando sempre a quanto affermato da Microsoft, sul desktop classico non si potranno installare applicazioni al di fuori di quelle stabilite dall'azienda. Nessun limite invece per l'interfaccia Metro, sulla quale grazie al Windows Store si potranno mettere quante app si vogliono.

Per intenderci meglio, poniamo un esempio, guardando ad Apple. Immaginiamo per un momento che Jobs nel 2010 avesse presentato l'iPad con un ibrido iOS/OS X, nel quale si poteva passare tra i due quando si voleva. Immaginiamo anche che nell'OS X per iPad vi fosse una limitazione del tipo: aldilà di iLife e iWork non è possibile installare null'altro, nemmeno un plug-in per Safari. Su iOS, nel frattempo, vi era mano libera. Ecco, questa è sostanzialmente la situazione in cui verserebbe Windows 8 su ARM. Torniamo allo scenario ipotetico: un iPad del genere avrebbe avuto successo? Molto probabilmente per merito di iOS, non di certo per la sua abilità di eseguire OS X. Un utente esperto di Mac che, vedendo OS X girare sul tablet, si sarebbe aspettato di farci girare le applicazioni esistenti per il Mac o quantomeno quelle ricompilate per i processori ARM di Apple ci rimarrebbe male. Quello più inesperto e con poca conoscenza del Mac, invece, avrebbe giudicato il tutto una piccola, ma non fondamentale aggiunta, allo stato delle cose. Nel caso di Windows 8 per ARM, la situazione è ancor più grave, in quanto chiunque si aspetti di poter far girare le applicazioni usate sino ad oggi, data la presenza del desktop classico, lo stesso che c'è su x86. Invece non solo non può usufruirne, ma tantomeno può aspettarsi che i produttori di software possano farne delle versioni adattate. Si tratta, dunque, di un boomerang pericoloso per Microsoft, che di fatto vanificherebbe il principale vantaggio di Windows su ARM, ossia il vasto numero di produttori che già hanno esperienza col suo sistema operativo e sarebbero pronti a spingerne l'uso. A questo punto sarebbe lecito chiedersi se per il bene del prodotto non fosse auspicabile l'eliminazione del desktop classico da ARM, rendendo le applicazioni Office adatte per Metro e chiarendo così tutti i giustificati dubbi sull'utilità di una user experience in parte limitata.

Rimangono comunque dei punti potenzialmente vantaggiosi, come l'interfaccia Metro, differente rispetto a quelle di iOS e Android, e Office preinstallato. Ma se per la prima si va a gusti soggettivi e non a tutti può piacere, per la seconda non è poi così difficile rispondere, dato che una può fare affidamento ad iWork e l'altra a Google Docs. Dato che i più recenti formati Office Open XML sono a standard aperto, la compatibilità non è più un grave guaio come in passato e basta implementarli correttamente affinché almeno i documenti non troppo complessi e ricchi di elementi derivati da funzionalità proprietarie di Office risultino tranquillamente intelligibili con zero o minimi problemi dalle suite concorrenti. Date tutte le premesse descritte, dunque, Windows 8 può rappresentare davvero un concorrente per i sistemi di Apple e Google? Cult Of Mac ha in parte ragione, anche se il concetto era già chiaro: Microsoft arriva in pesante ritardo rispetto alle altre due e dovrà sudare parecchio per recuperare, sia in termini tecnici che in termini di marketing. Dove invece discordiamo è sul fatto che possa intaccare Android. Può anche essere, così come può pure essere che diventi un pericoloso concorrente anche o solo per iOS oppure non dia alcun fastidio a nessuno dei due, ma è troppo presto per dirlo. Il sistema è ancora molto lontano dal suo rilascio definitivo, con la Consumer Preview, essenzialmente una build Beta con nome diverso rispetto al solito, prevista per il 29 febbraio. Sicuramente avverranno cambiamenti, minori e maggiori, nel corso dei prossimi mesi, nel bene e nel male. Perciò conviene non essere troppo affrettati nel determinarne il successo o il flop: per discuterne, c'è abbondanza di tempo. Per ora limitiamoci a stare a guardare.