Meno di un mese fa parlammo della nuova revisione a 32 nanometri del processore A5, contenuto in versione single-core (in realtà un dual-core con un nucleo disattivato) nella nuova Apple TV e in versione dual-core regolare negli iPad 2 di più recente produzione dopo il suo riposizionamento a entry-level. Già allora avevamo sottolineato come il cambio di processo produttivo, rispetto ai 45 nanometri adottati in precedenza e tutt'ora usati dall'A5X dell'iPad di terza generazione, avrebbe portato benefici sul piano energetico (può portarne anche sul piano prestazionale, ma non essendo cambiato l'A5 non si applica a questo caso). Naturalmente, ci riservammo di tenere sott'occhio la situazione dato che un conto è riportare a parole un potenziale benefit, un altro è avere fatti più concreti con prove in mano. E finalmente sono arrivate: Anandtech ha effettuato i test su una delle nuove unità di iPad 2 con processore a 32 nm, per scoprire se l'efficienza energetica del tablet è migliorata con il passaggio a un più recente processo produttivo.

I test sono stati condotti su un iPad 2 solo Wi-Fi. L'edizione 3G, infatti, continua ad avere l'A5 a 45 nm. Chi ha comprato di recente un iPad 2 Wi-Fi ha un modo rapido per riconoscere i dispositivi dotati delle nuove CPU, basta affidarsi a strumenti come Geekbench: se il responso è "iPad 2,4" allora è una delle nuove unità (il modello Wi-Fi prodotto in precedenza è identificato come "iPad 2,1"). La teoria, alla fine, si è confermata nella realtà. Nel primo test si è simulata una sessione abbastanza intensa di navigazione web. L'iPad 2,4 ha ottenuto un risultato decisamente migliore rispetto al suo "fratello" leggermente più anziano:

11,7 ore contro 10,1, il tutto senza modificare fisicamente anche la batteria, è bastato solo il cambio di processo produttivo con i conseguenti minori consumi del processore. Ancor meglio guardando ai giochi, in un test con Infinity Blade 2:

Quasi 2 ore in più di gioco, un risultato di tutto rispetto. Considerando invece la riproduzione video in formato H.264 a risoluzione 720p, il guadagno dell'iPad 2,4 supera abbondantemente le 2 ore:

Più in generale, qualsiasi consumo energetico è sensibilmente diminuito rispetto a prima. Durante la prova con Infinity Blade, ad esempio, l'iPad a 32 nm ha avuto un consumo di 4,3 W contro i 5,1 del modello a 45 nm. Risultati variabili, ma comunque tutti favorevoli alla nuova revisione, anche negli altri contesti d'uso, da quelli più leggeri ai più impegnativi.

Persino la temperatura è leggermente calata, con un picco per l'iPad 2,4 di 33,4 °C contro i 34,2 del precedente e i ben 41,9 della nuova terza generazione (ma sappiamo bene che molto di questo aumento di calore è dovuto alla GPU decisamente più performante). Il calo generale della richiesta energetica è stato stimato tra il 15 e il 30% a seconda del contesto d'uso.

Insomma, a quanto pare questa lenta transizione ai 32 nm per Apple ha tutte le carte in regola per fare molto bene. Visti i miglioramenti ottenuti dall'iPad 2, possiamo solo immaginarci cosa potrebbe fare l'A5 revisionato nell'iPhone 4S e, ancor di più, nel prossimo iPod touch (se adotterà questo processore, ovviamente). Non bisogna però mancare di ringraziare Samsung, che produce fisicamente queste CPU e che sta svolgendo un ottimo lavoro a riguardo. In conclusione, cosa possiamo dire a chi vorrebbe acquistare un iPad 2 Wi-Fi, favorendo del ribasso di prezzo? Di sperare nella fortuna: purtroppo conoscere in anticipo il processore adottato dall'unità che si acquista non è possibile. Ad ogni modo, anche se si trattasse di un iPad 2 con l'A5 a 45 nanometri, non c'è da disperare troppo, pur non raggiungendo i risultati della nuova revisione mantiene una autonomia di tutto rispetto, se ci si sa accontentare.