Non proprio il lancio migliore che HP potesse desiderare, per la sua nuova linea di portatili ultrasottili. L'Envy Spectre XT è stato ufficializzato da nemmeno un giorno che già è fonte di accese discussioni per il suo design. Per molti, infatti, rappresenta una palese copia del MacBook Air. Qui sotto, una immagine del notebook in questione:

Immagine da The Verge.

Sul discorso della copia ci ritorneremo più avanti, prima di procedere è bene comunque "conoscere il nemico". L'HP Envy Spectre XT fa parte della famiglia degli ultrabook, in lenta ma costante espansione, ed è basato sui processori Intel Ivy Bridge. In uno spessore massimo di 14 mm sono contenuti anche 4 GB di RAM e SSD da 128 GB, espandibile a 256 nelle versioni più avanzate del prodotto. Il display è da 13.3" a risoluzione 1366x768, presenti Wi-Fi, USB 3.0 e Bluetooth. L'autonomia della batteria dichiarata da HP è di 8 ore, un risultato ragguardevole. Il prezzo base del dispositivo, con Windows 7 Home Premium preinstallato, è di 999,99 $, mentre la data di lancio è stata fissata per l'8 giugno, nello stesso periodo in cui Intel lancerà le varianti Ultra Low Voltage dei processori Ivy Bridge destinate proprio ad ultrabook e MacBook Air.

Ritorniamo ora al discorso iniziale. Viste le discussioni che sono sorte in Rete riguardo l'aspetto del portatile, HP ha voluto dare una risposta tramite Engadget, affermando come vi siano delle effettive somiglianze, anche a livello di materiali, col MacBook Air, ma dovute alla natura del dispositivo e non a una volontà di copiare Apple. In sostanza, quelle dei due prodotti, così come quelle con molti altri dello stesso settore, sono similitudini che "possono capitare nella vita", riprendendo le parole della vicepresidente per l'Industrial Design di HP, Stacy Wolff.

Lasciamo al lettore il giudizio finale sulla vicenda, ma ci sentiamo di fare alcune considerazioni nel modo più obiettivo possibile e senza voler per forza cercare colpevoli e innocenti. C'è un fatto che non va sottovalutato, in tutta la vicenda: da quando nel 2010 Jobs ne ha presentato la seconda generazione, il MacBook Air ha innegabilmente fatto scuola, c'era da aspettarselo. Apple ha raggiunto quello che è lo "stato dell'arte" per questa categoria di portatili, con pochissime possibilità di fare ulteriori innovazioni. Questo, ovviamente in modo più implicito, è proprio ciò che intende dire la Wolff: il form factor è praticamente unico e invariabile, una sorta di vero e proprio standard de facto trasversalmente valido per PC e Mac. Ciò che Intel e i concorrenti di Apple cercano di proporre sono alternative al MacBook Air che possano accontentare chi vuole un prodotto simile a prezzi più contenuti, cosa al momento non del tutto rispettata, oppure chi più semplicemente non si trova a suo agio con OS X e ritiene poco utile puntare all'Air sapendo che lo userebbe come un qualsiasi altro computer Windows o Linux.

Insomma, potrà trattarsi di copia o comunque di forte ispirazione, ma se c'è stata non era evitabile, rispetto ad altri casi dei quali sappiamo bene le conseguenze giudiziarie. Ad HP, anzi, va dato il merito di non essersi nascosta e di aver affrontato la realtà. Non succede molto spesso.