È notizia di qualche giorno fa che Blockbuster Italia è stata posta in liquidazione volontaria, cioè, detto in soldoni, chiude, lasciando la maggior parte dei locali ad una catena di parafarmacie simili a quelle anglosassoni (potranno vendere giornali, genere alimentari, libri e saranno aperte 24 ore su 24) ed evitando il fallimento come la sua controparte americana. Con Blockbuster chiude anche la catena di noleggio di videogame GameRush, storico marchio del più grande rivenditore di film del mondo.

Ho sempre associato il marchio Blockbuster al divertimento: per tanti anni ho desiderato che aprisse nella mia città ma, siccome non se ne aveva vice, come mi trasferii fuori per l'università iniziai a prendere il pullman per andare dall'altra parte della città per noleggiare qualche film per passare le serate in compagnia di amici e amiche: entrando, si potevano scegliere DVD, videocassette (immagino che qualche nostro lettore non le ha mai viste), popcorn, gelato, bibite e, con pochi euro, si organizzava un evento cinematografico casalingo di ottima riuscita.

Blockbuster era il simbolo del sogno e del divertimento degli anni '90, ma, nel decennio successivo, diventò pian piano il simbolo del vecchio che non si rinnovava: a causa di una politica troppo conservatrice, il colosso del videonoleggio è collassato sotto il suo stesso peso, sia per la nascita dei piccoli negozi a conduzione di noleggio di DVD e VHS presenti ad ogni angolo delle città che, grazie alle macchinette per il noleggio automatico dei film e ai prezzi concorrenziali (da Blockbuster si spendevano 5,00 € per un noleggio serale, al negoziato sotto casa 50 cent ogni ora), rendevano meno vantaggioso una visita ai negozio della multinazionale, sia per l'avvento della concorrenza sleale del download illegale dei film prima e dello streaming degli stessi poi (certo, nom si ha la stessa qualità di un DVD o di un bluray, ma è gratis e si sa come l'occasione, purtroppo, faccia l'uomo "ladro") che per la diffusione di servizi come il noleggio di iTunes o del colosso americano Netflix.

Con l'immenso catalogo a sua disposizione, Blockbuster avrebbe dovuto convertirsi al noleggio virtuale dei film, senza perseverare nell'offerta fisica degli stessi e, se non poteva convertire il business a causa degli ingenti investimenti tecnologici, sarebbe semplicemente bastato collaborare con Apple, Netflix, Microsoft e gli altri colossi dell'intrattenimento tecnologico per offrire il proprio ampio catalogo in tutto il mondo, salvando se stessa e avvantaggiando il partner fornendogli sia il know-how, sia accordi già pronti con le major per quasi tutti i paesi del mondo.

Ai ragazzi con la maglietta blu, che da ora dovranno cercare un nuovo lavoro, va il mio più grande in bocca al lupo.