Che le fotocamere degli smartphone siano oggetto di grande interesse non è un mistero. Dopotutto i cameraphone esistevano ancora prima che l'iPhone ed i suoi rivali (discendenti, se vogliamo) vedessero la luce. Il concetto di base è che la miglior foto che si può catturare diventa irrilevante se non si ha una macchina fotografica con se. Mentre lo smartphone è un compagno di vita sempre presente e risulta più pratico.

Con l'iPhone 5 Apple non ha seguito la strada dei maggiori megapixel (sempre 8) ma ha creato un elemento completamente nuovo per tecnologia, sensore ed ottica. In molti hanno evidenziato i miglioramenti, Life in LoFi lo ha fatto con un approccio più "fotografico". In breve, vi sono importanti miglioramenti nella velocità di scatto (quasi 3 volte più rapido nella sequenza), nel bilanciamento automatico del bianco (specie con illuminazione al tungsteno), colori naturali ma più vividi, una minore lunghezza focale (lente leggermente più grandangolare) ed una resa con bassa luce immensamente migliore rispetto al 4S.

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Con illuminazione ridotta la differenza si rispecchia in un maggior livello di dettaglio (sopra) mentre con pochissima luce (praticamente al buio) la differenza diventa ancor più marcata:

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Tra gli aspetti negativi evidenziati dall'articolo vi sono sostanzialmente due cose. La prima è che nell'app Fotocamera nativa la foto catturata non corrisponde esattamente a quanto inquadrato. In pratica per riempire lo schermo in formato 16:9 Apple ha deciso di mostrare qualcosa in più sul lato lungo e qualcosa in meno su quello corto, per cui la fotografia potrebbe risultare piuttosto diversa da quanto si vedeva al momento dello scatto. Una decisione strana, probabilmente legata ad una predilezione sul comparto video, ma che comunque rientra nel lato software e potrebbe (speriamo) essere risolta. L'altra negatività è legata alla distorsione a barilotto dovuta al maggior grandangolo. Qui si tratta di una problematica "ottica", visibile prevalentemente con foto architettoniche, ma che potrebbe anch'essa essere risolta dall'app durante lo sviluppo dello JPG (come fanno le fotocamere).

In entrambi i casi si tratta di problemi forse non determinanti ma che non avevamo letto altrove. E rimane la forte sensazione che si tratti di leggerezze del software visto che, lo stesso autore, sottolinea come il primo dei due difetti non sia presente in app di terze parti. Per ora ci limitiamo a riportare le scoperte di altri, dopo il 28 potremo verificare in prima persona.