Che Android e iOS formassero un duopolio de facto, ormai lo si sa da tanto tempo. Combinando il marketshare dei due sistemi operativi dominanti, si raggiungono quote alquanto vicine a quelle di Windows nel settore PC. Il dubbio sulla possibilità di un terzo concorrente nel mercato è lecito. Se lo pongono utenti, giornalisti, blogger, esperti di settore. Ma anche presidenti, soprattutto quello di una delle società coinvolte nel sopraccitato duopolio: Eric Schmidt di Google, intervistato da AllThingsD.

Secondo Schmidt, la grande sfida tra Apple e Google, in tutti gli ambiti in cui si svolge e si svolgerà, sarà quella che definirà l'industria IT del futuro. Benché si senta fiducioso che alla fine risulterà l'approccio di Mountain View a prevalere, ci tiene a sottolineare come l'azienda guidata da Tim Cook sia per lui l'unica che sostanzialmente riesca a tener testa. Effettivamente, come ben vediamo ha tanti riscontri nella realtà: la piattaforma iOS continua ad andare bene, sia lato smartphone sia soprattutto lato tablet. Apple sta sempre più raggiungendo l'indipendenza dai servizi Google, riuscendo ad offrirne di propri, a volte con buoni esiti, altre volte meno bene (il riferimento principale e più fresco va chiaramente alle mappe). In alcune parti, inoltre, a inseguire è ancora Big G, come nel caso dei servizi multimediali dove iTunes continua ad avere lo scettro, nonostante Play sia sicuramente in crescita. In ogni caso, è evidente che siano proprio le due grandi aziende a muovere attualmente il mercato.

Nel suo discorso, però, Schmidt ha cercato di non limitarsi solo ad Apple e Google: a regolare il mercato sono 4 in tutto, includendo Facebook e Amazon. Anch'essi sicuramente con merito nella lista, dato che hanno il materiale, gli investimenti e l'intraprendenza necessari per "fare a sportellate" con i player di spicco del settore. Tuttavia, almeno per il momento sono dati più potenziali che pratici: benché la competitività, in particolare quella dell'azienda di Jeff Bezos, aumenti sempre più, di strada per porsi ai piani alti ce n'è ancora da fare. Per questo, pur includendole in questa sorta di fab four, il buon Eric non sembra considerarle altrettanto incisive nel definire il futuro della tecnologia, occorre lasciarle maturare. Una sensazione su cui non tutti si troveranno in accordo, ma sicuramente ben ponderata.

Apple, Google, Amazon, Facebook: manca qualcosa al quadro? Sì; l'assenza di Microsoft è ben evidente, e non è una dimenticanza di Schmidt. Anzi, si tratta di un'omissione voluta. L'azienda di Redmond, infatti, benché rispettata per il suo peso che ancora ha nel settore informatico, non viene ritenuta capace di compiere rivoluzioni come quelle che stanno invece facendo Apple e Google, senza prodotti "allo stato dell'arte". In effetti, guardando gli ultimi anni dell'impero di Ballmer non si può dire siano stati protagonisti: Windows Phone 7 non è riuscito a conquistarsi il suo posto al sole, e la quota di mercato dei tablet Windows è di fatto trascurabile. Aggiungendoci a ciò un ecosistema dalle buone potenzialità ma alquanto frammentato, si sono persi anni e terreno mentre la concorrenza cresceva sempre più. Pur rimanendo Windows e Office i capisaldi di Microsoft, questi non sono più ritenuti sufficienti a garantirle una chance di partecipare all'industria IT dei prossimi anni. A pensarlo, però, è la società stessa, dato che sta attuando un profondo programma di rilancio con Windows 8 tablet-oriented, Windows Phone 8, una piattaforma di servizi che abbraccia una moltitudine di dispositivi arrivando sino all'Xbox, ma soprattutto il primo PC fatto in casa, ossia il Surface. Mosse che hanno suscitato entusiasmi, ma anche perplessità. Ma il beneficio del dubbio va sempre concesso, e perciò pensare a Microsoft definitivamente fuori dai giochi è ancora presto per dirlo. Se il gruppo dei 4 si estendesse a 5, in fondo, è tutto a vantaggio di noi utenti.