La data fatidica si avvicina: il 1° luglio, infatti, sancirà la morte di Google Reader. Nel corso degli ultimi mesi più parti hanno preparato la loro contromossa. Tra queste si annoverano molte app che per tanto tempo si sono appoggiate a Reader, come Feedly che ha da poco attivato il suo nuovo aggregatore RSS cloud elevandosi a servizio vero e proprio nonché diventando punto di riferimento per altre applicazioni precedentemente basate sulla proposta di Mountain View, come IFTTT e Press. Ma ci sono anche nuove entranti nel settore, pronte a raccogliere ciò che Google apparentemente lascia nel piatto. Tre in particolare sembrano essere le più determinate.

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La prima new entry di peso è Digg, di cui avevamo già parlato a maggio; il loro servizio è ufficialmente attivo da oggi per alcuni utenti selezionati, col lancio pubblico previsto per mercoledì 26. La seconda, alquanto a sorpresa, è AOL che ha messo in funzione un suo Reader al momento in Beta privata. Vari contendenti per consolare i numerosi "cuori infranti", più di quanti Larry Page e soci preventivassero a quanto pare, che Google Reader lascerà dietro di sé. La terza, infine, è LinkedIn, che qualche mese fa si è buttata a capofitto su Pulse, proponendosi di estendere il suo scopo di fornitura oltre il social networking professionale.

A questo punto viene da chiedersi: se c'è così tanto interesse per gli aggregatori di notizie personalizzati, perché Google si sta ritirando? Non è così: l'azienda di Mountain View ritira Reader, ma non lascia il settore, anzi. Ha bensì spostato le sue attenzioni su un'esperienza d'uso diversa, offerta attraverso Currents. L'applicazione può funzionare anche come lettore RSS, avendo la possibilità di aggiungere manualmente feed oltre a quelli pubblicati dagli editori e appositamente ottimizzati, organizzandoli nelle varie categorie sia presenti sia aggiunte dall'utente stesso. E se ad oggi non può essere ancora definito un sostituto tout-court del vecchio Reader, non mi stupirei se nel breve futuro fossero implementati alcuni accorgimenti volti a non farlo rimpiangere, inclusa una versione web. Feedly, Digg e soci dovranno dunque affrontare proprio colei che avrebbero voluto sostituire, insieme ad altri arrembanti contendenti come Flipboard, nella rinnovata sfida dei newsreader, in un futuro sempre più mobile e curato sia a livello di grafica che di contenuti. L'inizio del "secondo tempo" è ormai a meno di 10 giorni.