Non c'è dubbio che, nelle cosiddette retrovie, quest'anno Mark Shuttleworth sta lottando incessantemente assieme alla sua Canonical per ottenere l'agognato posto al sole per Ubuntu anche su smartphone e tablet. Al punto che progetta un dispositivo di riferimento per promuovere e far conoscere la piattaforma, una sorta di Nexus. Ed ecco che entra in gioco l'Ubuntu Edge.

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Forme piuttosto essenziali e pulite, l'Edge promette un corredo hardware di tutto rispetto. Processore multi-core, 4 GB di memoria RAM, 128 GB per l'archiviazione personale, display in cristallo di zaffiro da 4,5" a 720p (hanno preferito puntare più su aspetti come bilanciamento, resa dei colori e intervallo dinamico, rispetto all'alto numero di ppi), doppia fotocamera con 8 Megapixel per la posteriore e 2 per la frontale, altoparlanti stereo e doppio microfono con cancellazione del rumore di fondo, batteria Li-Ion, dual-LTE (stando alla descrizione di Canonical, è inerente alla gamma di frequenze supportate), Wi-Fi 802.11n dual band, Bluetooth 4, NFC e altre caratteristiche minori standard del settore smartphone. A ciò si aggiunge la particolarità del dual boot tra Ubuntu Phone e Android, assicurandogli perciò la massima esperienza d'uso possibile, e la possibilità di collegarlo tramite apposita docking station a mezzi di input tradizionali per trasformarlo in un vero e proprio PC con la versione desktop di Ubuntu.

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Il dispositivo sarà realizzato in una forma alquanto particolare: Canonical ha deciso di puntare sul finanziamento "crowdfunded" di Indiegogo, una delle piattaforme di riferimento nel settore assieme a Kickstarter. Linea produttiva limitata di 40.000 esemplari, consegna a maggio 2014. L'obiettivo, di tipo fisso da raggiungere entro un mese, è di ben 32 milioni di $. Molto alto, e con la tipologia di funding scelta non raggiungere l'obiettivo implica il non ricevere nulla di quanto donato dai sostenitori, che saranno rimborsati da Indiegogo. La scelta di Canonical è dettata dal voler garantire un prezzo equo per i potenziali acquirenti dello smartphone (fanno eccezione i donatori da 830 $ in poi, che hanno già diritto ad almeno un dispositivo), ammortizzando il più possibile i costi di fabbrica e scegliendo al contempo componentistica non per forza legata a produzioni di larga scala; lo scopo principale rimane quello di fornire un riferimento per i produttori terzi e non competere direttamente con essi. Resta comunque un obiettivo molto alto, forse troppo, da raggiungere in un periodo limitato di tempo, e qualora non venisse raggiunto l'Ubuntu Edge rimarrà un sogno per Shuttleworth e chiunque abbia partecipato al progetto. Rimane poi il nodo "post-vendita", anche se Canonical assicura aggiornamenti periodici e costanti per tenere il prodotto al passo coi tempi. Ad ogni modo, facciamo un grosso in bocca al lupo all'Ubuntu Edge per il raggiungimento ed eventuale superamento della quota prefissata. La partenza è buona, e toccato poco fa il milione di $; ci auguriamo che possano tenere questo ritmo per tutti i 30 giorni della campagna.