KitKat, un nome che abbiamo imparato a conoscere molto bene nel corso delle ultime settimane anche nel suo nuovo aspetto tecnologico, come nome in codice della prossima versione di Android, la 4.4. Mentre si continua a parlare di un evento Google entro la fine del mese, qualche informazione tecnica più concreta inizia a trapelare, come i log rinvenuti e analizzati dalla collaborazione tra MyCE e l'italiano AndroidWorld in cui si trovano riferimenti a pacchetti aggiornati per le principali applicazioni di sistema, così come una possibile espansione della "componentizzazione" già vista con alcuni elementi come la tastiera resa disponibile sul Play Store al fine di curarla in termini di bugfix e funzionalità anche al di fuori dei regolari cicli di sviluppo delle versioni di Android.

Oltre ai log, è emersa qualche schermata, ma relativamente poco significante salvo per alcuni aspetti come le icone di stato tendenti al grigio rispetto all'attuale blu (parliamo delle icone visualizzate su Android "stock", presente nei Nexus). Per il resto, molti fake. Fino ad oggi, in cui sono state pubblicate alcune interessanti immagini da Gadget Helpline (via AndroidPolice) ritenute reali dai vari portali di informazione dedicati al robottino verde.

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Si tratta di una build alquanto vecchiotta, risalente al 28 agosto e ricca di riferimenti a Key Lime Pie, il nome in codice che Google ha continuato a usare parallelamente a KitKat per confondere le acque prima dell'annuncio ufficiale. Le novità visibili dalle immagini, che prendono solo specifiche porzioni dello schermo, non sono tantissime; quanto basta comunque per alzare l'attenzione. A livello di sistema, Google Drive, Keep e QuickOffice sono state ora promosse al rango di integrate, rimanendo comunque disponibili su Play Store per i motivi della "componentizzazione" spiegata nel primo paragrafo e fare da alternativa alle pesanti apps personalizzate di Samsung e soci.

All'interno delle impostazioni sono state rinvenute tre nuove voci: la prima è Printing, che allude a un supporto integrale alla stampa in Android, similmente a quanto permesso da iOS con AirPrint. Poiché Google ha già servizio e applicazione dedicati, Cloud Print, la sua integrazione in KitKat è data per molto probabile. Payments, invece, fa presupporre a maggiori opzioni per la gestione delle transazioni economiche tramite Google Wallet, il quale è stato recentemente rilasciato anche per iPhone e non richiede più necessariamente la presenza di NFC. Manage mobile plan, infine, è una opzione non del tutto nuova, in quanto già presente nascosta in Android 4.3 e richiamabile nei firmware personalizzati; si tratta però della prima volta in cui fa la sua comparsa sul sistema "come mamma Google l'ha fatto".

Al di là di ciò, vi sono alcune piccole novità nelle opzioni di modifica immagini nella Galleria, insieme all'esportazione in PDF tra i formati disponibili. Un nuovo look più chiaro per la parte telefonica completa il breve excursus.

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Come abbiamo già detto, si tratta di una compilazione ormai superata, motivo per cui le novità visibili sono per ora relativamente poche. Non bisogna però dimenticarsi che dal rilascio di Ice Cream Sandwich in poi, lo sviluppo di Android è diventato incrementale non solo in termini di versioni a step ridotti (4.0, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4), ma anche sul piano grafico/funzionale. Il sistema è già da tempo piuttosto completo rispetto ai concorrenti e ciò consente a Google di intervenire maggiormente "dietro le quinte" concentrando gli sforzi più visibili all'utente finale solo nelle aree in cui è davvero necessario. Ritornando poi al discorso della "componentizzazione", il costante aggiornamento periodico delle API di Play Services così come delle apps rilasciate sullo Store permette ad Android di stare al passo coi tempi anche quando non vi è un effettivo aumento di versione. Detto ciò, siamo fiduciosi che a Mountain View abbiano ancora tanto altro da mostrarci a tempo debito.

Un'importante novità che influenzerà non solo KitKat e le versioni che seguiranno, ma persino quelle attualmente in circolazione dalla 4.0 in poi, arriva da Chrome 31. La Beta rilasciata oggi sta per portare su Android il lavoro sinora fatto su computer, ovvero le Chrome Apps, grazie al set di API Portable Native Client.

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Non si utilizzerà il Chrome Web Store, in questo caso, anzi sarà un metodo di installazione ancor più rapido e semplice. Un'apposita opzione consentirà di aggiungere le applicazioni web alla propria schermata home, con icona dedicata e visualizzazione a tutto schermo all'apertura. Il processo sottostante per eseguirle rimarrà quello di Chrome, tuttavia non vi sarà bisogno di tenere il browser aperto anche a livello visivo; da questo punto di vista le apps opereranno indipendenti, esattamente nello stesso modo con cui Google le sta proponendo su Mac, PC e Chromebook. Avranno anche la possibilità di integrarsi con alcune parti di sistema, prima tra tutte il task switcher dove verranno mostrate senza grandi distinzioni rispetto alle applicazioni native.

Un passo interessante, che potrebbe nel medio-lungo termine portare proprio a quella fusione tecnica tra i nuclei di Chrome OS e Android di cui si è parlato per tanto tempo e soprattutto dall'incarico di team leader per entrambe le piattaforme assunto da Sundar Pichai nella prima parte dell'anno. Le Chrome Apps, man mano che si evolveranno sempre più, daranno inoltre la possibilità di ridurre l'utilizzo sinora predominante su Android di Java come linguaggio di programmazione. Bisognerà però avere molta pazienza e guardare oltre KitKat affinché tutto ciò possa andare a compimento. Per ora, meglio pensare ai miglioramenti più immediati che la versione 4.4 e il Nexus 5 porteranno.