Siamo sicuri che non sono tanti a ricordarsi del primo Chromebook con System-on-Chip ARM, lanciato da Google in collaborazione con Samsung a metà ottobre 2012. Si trattava di un buon tentativo, se non altro soprattutto per il prezzo contenuto di 249 $, che l'ha reso e lo rende tutt'oggi il portatile più venduto su Amazon USA. Del resto, per chi vuole un dispositivo non tablet espressamente per l'uso su Internet e quasi pronto già fuori dalla scatola, questo modello da 11,6" è piuttosto invitante. E ora Google rilancia, stavolta con HP. Ma Samsung non è affatto fuori dai giochi.

hpchromebookarm

Al cuore di questo prodotto, infatti, c'è lo stesso Exynos 5210 dual-core a 1,7 GHz presente nella proposta coreana del 2012. Medesimo quantitativo di RAM, 2 GB di RAM, così come lo spazio di archiviazione, 16 GB di memoria flash. Il display in entrambi casi è da 11,6" a risoluzione 1366x768. Le similitudini principali, però, si fermano qui. Iniziando proprio dallo schermo, HP ha optato per la tecnologia IPS, la stessa utilizzata nei Mac, contro il basico LCD del Chromebook Samsung.

Il design, poi, è molto differente tra i due. Se in Corea sembrano aver voluto conferire all'involucro in plastica in qualche modo un aspetto curato e quasi professionale, anche con qualche tocco da MacBook Air oserebbero dire i più maliziosi, negli USA sembrano non aver voluto nascondere troppo l'economicità del portatile, donandogli però al contempo un profilo multicolore (scocca bianca, cornice display nera, inserti blu/rosso/giallo/verde a seconda delle proprie preferenze; c'è anche una versione completamente nera) vivace e giovanile. A vederlo, in certi tratti ricorda affettuosamente il MacBook bianco. Spingendosi in là con la fantasia, in un suo ipotetico ritorno magari con SoC A8, non ce lo immagineremmo estremamente diverso, quantomeno nell'idea alla base del design. Per proteggerlo il più possibile dagli urti, HP ha puntato su una struttura in magnesio, il che al tempo stesso lo mantiene piuttosto leggero.

Il comparto audio risiede al di sotto della tastiera, per un suono definito da Google "preciso, chiaro e dritto alle tue orecchie". Un proclama roboante, ma non per forza troppo lontano dalla realtà; se consideriamo che lato tablet tra i migliori in questo campo troviamo i Kindle Fire di Amazon, altri prodotti fortemente basati sul rapporto qualità/prezzo, allora le possibilità di fare un portatile economico e con discreta acustica ci sono. Presente a bordo connettività standard Wi-Fi 802.11n e Bluetooth 4.0, con LTE previsto successivamente. Dove perde rispetto al Samsung è nell'input/output: due porte USB 2.0 (sul rivale asiatico una è anche USB 3.0), niente HDMI out (compensata in parte dalla SlimPort che si occupa anche dell'uscita video) e zero slot SD. Per chi vuole superare i 16 GB interni deve necessariamente affidarsi ai 100 offerti per due anni su Google Drive. Molto interessante la scelta per l'alimentazione, tramite microUSB, il che consentirà di riutilizzare lo stesso adattatore sia per la ricarica del portatile che di smartphone e tablet. Potrebbero aprirsi a riguardo prospettive di più ampio respiro in un futuro nemmeno troppo lontano.

Il prezzo di questo HP, con disponibilità dai prossimi giorni in USA e Regno Unito e comprensivo di 60 giorni di Play Music All Access, è di 279 $, leggermente più alto rispetto al Samsung. Ciò fa pensare che probabilmente non andrà tanto a sostituirlo, quanto ad affiancarlo, dato che al di là del processore identico vi sono svariate differenze di cui abbiamo parlato sopra. In Italia, però, dove il Chromebook ARM 2012 non è mai arrivato, la questione dell'alternativa non si porrà. Come rinvenuto da Notebook Italia, il prodotto è già presente sul Play Store Dispositivi dedicato al nostro paese e di recente apertura. Un cambio vicino all'1:1 si può azzardare, portandolo in tal caso a non superare i 300 €, soglia oltre la quale potrebbe diventare pericoloso in quanto entrano in gioco pure alcuni entry-level con Windows e processore x86.

Riuscirà questa new entry a mantenere la crescita in popolarità che sta riscontrando l'ecosistema Chrome OS oltreoceano, nonché a farlo conoscere anche nel Vecchio Continente? Staremo a vedere, l'impegno di Google c'è e la curiosità nostra pure.