Android è un sistema che per la sua stessa natura aperta non si fa pregare ad adattarsi pressoché ad ogni dispositivo. Smartphone e tablet in primis, ma neanche un giretto sui portatili viene disdegnato dal robottino verde. Ai più arditi nulla impedisce di tentare in autonomia con le build del progetto Android-x86, che consente di installare il sistema su qualsiasi PC dotato di processore Intel o AMD. C'è però chi ha considerato veri e propri sviluppi commerciali, pur rimanendo in campo ARM: un esempio è il Lenovo A10, con display multitouch ruotante. Non è certo un prodotto di cui sentiamo parlare tutti i giorni, ma esiste ed è certamente un precedente. Potremmo fare un altro esempio più conosciuto, ovvero i Transformer Pad di ASUS che una volta collegati all'apposito modulo con tastiera e touchpad diventano portatili a tutti gli effetti.

Anche in HP si stanno interessando alla questione, e del resto l'azienda ha già mostrato le intenzioni di portare Android su categorie aggiuntive con l'all-in-one Slate 21. A questi potrebbe infatti aggiungersi lo Slatebook 14 scoperto da Notebook Italia in un video promozionale (non più visibile).

hpslatebook14

Come dice il nome stesso, questo prodotto, se e quando sarà ufficializzato da HP, presenterà un display multitouch da 14". La risoluzione sarà Full HD, quantomeno per il modello di punta. A far girare quella che potrebbe essere una versione pressoché pulita di Android 4.2 vi saranno un SoC Tegra quad-core affiancato da 2 GB di RAM e 16 di archiviazione, con slot microSD per rimpinguare. Presenti inoltre comparto audio curato da Beats, tre porte USB, uscita HDMI e connettività sia dati con SIM card sia Wi-Fi. La colorazione nero-gialla potrebbe non essere l'unica, ma almeno per ora solo HP sa effettivamente se sono previste varianti con diverse combinazioni. Il periodo di rilascio non è per ora noto, Notebook Italia ipotizza il Computex 2014 in Taiwan come trampolino di lancio, dunque tra poche settimane. Non dovrebbe trattarsi in ogni caso di un prodotto costoso, rivolgendosi perlopiù alla fascia economica.

Come portatile appare tutto sommato fresco e giovanile, più che adeguabile alle esigenze base come navigazione web, email e qualche contenuto multimediale pure offline. Non avrà certo la pretesa di essere una workstation, non è nato per quegli scopi e lo stesso Android non si presta per scopi del genere. C'è da chiedersi, anzi, se il sistema operativo mobile di Google si presti davvero a girare su laptop, e non è un discorso che riguarderebbe le prestazioni, bensì l'esperienza d'uso. Si tratta di software pensato specificatamente per l'uso con dispositivi che non dispongono di mezzi di input fisici o comunque non ne fanno un uso preponderante, come i Transformer e prodotti simili. Il rischio potrebbe perciò essere quello di ritrovarsi davanti a una ripetizione di quanto già visto con Windows 8/8.1, la cui interfaccia Modern è più apprezzata in contesti dove tastiera e soprattutto mouse non vengono adoperati, il tutto nonostante gli sforzi di Microsoft per renderla più utilizzabile anche con le periferiche tradizionali.

E nemmeno che Google fosse sguarnita di un OS più consono a queste situazioni. Chrome OS, versione dopo versione, sta crescendo e inizia ad essere sempre più utilizzabile anche in assenza di una connessione fissa. Ancor meglio, dispone di una interfaccia a finestre, più vicina alla modalità d'uso classica desktop di Windows. Andando a vedere poi nella gamma della stessa HP, sono già presenti un Chromebook da 11,6" e uno da 14", quest'ultimo con CPU Intel Celeron. Questo Slatebook 14, dunque, rischierebbe di trovarsi in casa dei parenti piuttosto scomodi. Sui quali può però vantare un punto importante a favore: il Play Store. Il parco apps di Android è decisamente più vasto di quello per Chrome OS, costituito ancora in maggioranza da web apps riadattate, sebbene quelle che sfruttano le funzionalità native offerte dal sistema/browser siano in crescita.

La palla, perciò, passa a Google e soprattutto a Sundar Pichai. Il capo dello sviluppo per Chrome e Android prosegue nel negare una convergenza tra i due prodotti, limitandosi ad alcune parti "incrociate" che si andranno a sviluppare nel corso del tempo. Eppure, vedere Chromebook e Slatebook nella stessa fascia quando potrebbero essere un prodotto solo sembra un po' superfluo. Già altre volte ho sostenuto la causa di una fusione tra i due OS, perlomeno per quel che riguarda gli ambiti più vicini ai PC veri e propri. Un Android 5.0 dotato dell'interfaccia a finestre di Chrome OS e con la possibilità di avere il meglio dei due mondi, ossia il Play Store e il Chrome Web Store, diventerebbe una piattaforma dal potenziale ben maggiore, che non sarebbe certo gradito in quel di Redmond. Per quanto questa ipotesi sembra destinata a non diventare realtà nemmeno nel 2014, ci si prova ad avere un minimo ottimismo. Make it happen, Sundar.