Noi siamo un blog prevalentemente dedicato ad Apple, ma non abbiamo mai fatto mancare approfondimenti anche sui mondi concorrenti, tra cui quello di Microsoft. Molti di noi, prima di approdare al Mac, sono passati in modo inevitabile attraverso Windows. Principalmente per Windows XP. Fu l'ultima versione utilizzata quotidianamente da Maurizio. Io fui invece uno dei primi e pochi temerari che lo piantarono per Vista quasi al day-one di inizio 2007 (col senno di poi, sarebbe stato meglio far passare un anno e non qualche giorno, prima dell'aggiornamento...).

Al di là dell'uso casalingo, però, quello lavorativo è ancora molto diffuso al giorno d'oggi. Le realtà in cui XP rimane il sistema di riferimento sono numerose e, vuoi per questioni economiche vuoi pure per mentalità, è davvero difficile convincere al salto quantomeno a Windows 7. Nel mio caso, per fortuna, il periodo forzato e nervoso di convivenza in azienda durò solo i primi 10 mesi, ottenendo poi un PC nuovo. Nella stessa realtà, però, sono ancora presenti postazioni con XP e lo saranno domani, martedì 8 aprile 2014, il giorno in cui scadrà il supporto esteso e Microsoft rilascerà le ultime patch di sicurezza al pubblico. Si chiude così un'era di quasi 13 anni, iniziata ad ottobre 2001.

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Image from Winsupersite.

Ma la storia di XP è ben più lunga. Il prologo risale al 1999, quando a Redmond stavano dando gli ultimi ritocchi a Windows 2000, destinato a diventare il sistema di riferimento per il business affiancando 98 Seconda Edizione rivolto invece all'uso casalingo. Nelle intenzioni di base, da 2000 avrebbero dovuto derivare due versioni: Neptune, per portare il kernel NT anche nel mercato consumer, e Odyssey, riservato a quello aziendale. Di quest'ultima si è sempre saputo poco e nulla, mentre una build di Neptune trapelò mostrando alcune anticipazioni, tra cui la nuova schermata di login (ma guardando tutte le immagini si noteranno alcuni elementi concettualmente ben poco distanti da quanto sarebbe stato rilasciato oltre un decennio dopo, sotto forma di Windows 8). I piani cambiarono, lo sviluppo di Neptune venne interrotto e alcune delle sue funzionalità ridistribuite tra Windows ME e il nuovo successore designato per 2000, nome in codice Whistler. Da lì in poi si aprì il percorso di Windows XP. Per quanto lo screenshot sopra non somigli per nulla al sistema finito, era già in fase di sviluppo.

Seguirono due Beta e due Release Candidate. Nel periodo Beta arrivarono dapprima il famigerato meccanismo di attivazione e poi il tema Luna che conosciamo oggi. La Release To Manufacturing (equivalente della Golden Master di casa Apple) venne compilata il 24 agosto del 2001, seguita poi dalla messa in commercializzazione due mesi dopo, il 25 ottobre 2001.

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Image from Wikipedia.

Il primo Service Pack arrivò a settembre 2002 ed era costituito sia da bugfix che da alcuni piccoli cambiamenti. Nel frattempo Microsoft stava lavorando alacremente su Longhorn, che secondo i piani originali già nel 2003 avrebbe dovuto pensionare XP. Le cose non andarono così. Lo sviluppo fu così problematico che portò a un reset totale nel 2004, portando poi a quello che sarebbe diventato Vista; a complicare ulteriormente la situazione ci pensò lo stesso XP, divenuto oggetto di un autentico tiro al bersaglio da parte della criminalità. Virus come Blaster, Sobig, Bagle, MyDoom, Netsky e Sasser (del primo in particolare non ho piacevoli ricordi) misero a repentaglio milioni di PC e i dati personali dei loro utenti, in un periodo dove la sicurezza dei sistemi Windows era molto meno curata di oggi. Il corposo Service Pack 2, dotato di svariati accorgimenti inclusi un centro sicurezza e un nuovo firewall integrato, pose un primo freno ai gravi problemi ad agosto 2004.

Svariate edizioni vennero fatte di XP: alla Home e alla Professional si affiancarono soprattutto le versioni per media center e tablet PC. Lo scarso successo di Vista nel 2007 allungò ulteriormente il ciclo vitale della precedente versione, con nuovi software disponibili dalla stessa Microsoft per migliorarne le funzionalità, incluse le più recenti versioni dell'epoca di Internet Explorer. XP riscosse inoltre una rinascita tramite i netbook, grazie al suo consumo ridotto di risorse. Il Service Pack 3, in tono ben minore rispetto al pacchetto predecessore, arrivò ad aprile 2008.

Il 14 aprile 2009 terminò il supporto cosiddetto mainstream, che prevedeva cambiamenti funzionali e programmi sempre aggiornati in aggiunta ai bugfix di sicurezza. Quella data, insieme all'avvento di Windows 7 alcuni mesi dopo, segnò il graduale e inesorabile declino per XP. Fino alla fatidica data dell'8 aprile 2014, che tanti speravano venisse rimandata.

Cosa succederà domani? Il 18,6% mondiale (o addirittura il 28%, a seconda delle statistiche di riferimento) di computer su cui XP noterà pochi cambiamenti iniziali: il termine del supporto non è una "bomba ad orologeria" da questo punto di vista, i PC continueranno a funzionare come hanno sempre fatto. Il sistema riceverà gli ultimi aggiornamenti critici previsti e da lì in poi scatterà il silenzio radio ad eccezione delle nuove definizioni antivirus/antimalware per Microsoft Security Essentials, ove utilizzato, fino a luglio 2015. Ogni produttore di software definirà le sue tempistiche per l'abbandono della piattaforma: alcuni, come Google e Mozilla, proseguiranno almeno fino al prossimo anno; altri addirittura oltre; altri ancora, invece, non perderanno troppo tempo a mollare XP al suo destino. In ogni caso, la situazione per coloro che utilizzeranno il sistema con connessione a Internet sarà potenzialmente molto pericolosa, dovuta al fatto che l'azienda non muoverà più un dito per sistemare falle aperte. Ci sono comunque delle eccezioni, per chi dispone di un portafogli piuttosto gonfio. Microsoft dispone di programmi specifici di supporto a pagamento per enti e aziende che estendono di uno o più anni il rilascio di bugfix per proteggere le proprie postazioni. Si tratta di opzioni milionarie, che solo banche e governi, tra cui quelli inglese e olandese, possono sborsare senza pensarci troppo.

Per l'utente comune di XP, la corsa finisce qui. Se si vuole continuare ad avere un sistema sicuro è necessario passare a prodotti attivamente supportati come Windows 7 o 8.1, per restare nell'ambito redmondiano, o migrare piattaforma passando a Mac o Linux. Per chi sceglie la prima tra queste due opzioni potrà trovare sicuramente nei nostri tips e "Come si fa" un buon punto di partenza per familiarizzare col nuovo ambiente, con la possibilità di contare sulla community di HelpMac.it in caso si necessiti di maggiore aiuto. L'importante, però, è agire il prima possibile se non lo si è già fatto, qualsiasi sia la propria scelta.

Lasciamo ora la parola ai lettori: chi ha avuto a che fare con Windows XP, in modo piacevole o spiacevole? Siete ancora in qualche modo a "diretto contatto", lavorativamente o pure a casa, col vecchio OS? Fatecelo sapere nei commenti!

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