4,7" o 5,5"? Questo sembra il maggiore dubbio destinato ad attendere gli acquirenti del prossimo iPhone? La doppia scelta per il display, unita eventualmente alla permanenza dei modelli da 4" per chi preferisse un terminale più compatto, andrebbe potenzialmente a soddisfare i palati di coloro che finora non hanno trovato in Apple ciò che cercavano, con un vuoto colmato in primis da Samsung e poi anche dalle altre con smartphone di tutte le dimensioni, arrivando fino ai phablet. Ma non basta avere uno schermo generoso, naturalmente. L'occhio vuole la sua parte in tutto e per tutto, e un iPhone 6 da 5,5" con la stessa risoluzione 1136x640 del 5s non offrirebbe l'esperienza Retina su cui l'azienda ha spinto sin dal 2010: i pixel per pollice (ppi) approssimativi di un prodotto del genere sarebbero 237. Un aumento di risoluzione appare perciò quasi obbligatorio. Ed ecco che entra in gioco la nuova indiscrezione proveniente dal solito Mark Gurman di 9to5Mac.

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Gli incrementi di risoluzione per il display dell'iPhone occorsi negli anni non sono stati casuali, ma hanno seguito un percorso preciso. Fino al 3GS si è utilizzata 480x320, mentre nel 4 è direttamente raddoppiata a 960x640, con conseguente raddoppio a cascata dei ppi da 163 a 326. La risoluzione "2x", così come la definisce Apple, ha in parte facilitato la fase di adattamento perché se da un lato l'innegabile seccatura di dover rifare tutti gli elementi grafici non ha risparmiato nessuno sviluppatore, dall'altro non aver ricercato risoluzioni troppo particolari ha permesso di avere già pronto per il lancio un sistema di scaling che permettesse di mantenere comunque utilizzabile il parco apps preesistente pur con perdita temporanea di qualità visiva, almeno fino a quando le nuove versioni ottimizzare Retina non fossero comparse sullo Store. L'esito soddisfacente, soprattutto per gli utenti, l'abbiamo visto. Anche nel caso dell'iPhone 5 il ritocco da 960 a 1136 è stato ben pensato: ha consentito di passare la diagonale del display a 4" e adottare il formato widescreen mantenendo inalterato il numero di ppi. L'intervento lato sviluppatore è stato ovviamente ancora necessario, in modo da utilizzare i pixel aggiuntivi, ma è stato comunque un passaggio meno traumatico rispetto al precedente.

Abbiamo citato prima le risoluzioni "1x", 480x320, e "2x", 960x640. Ma con 1136x640 come la si mette? Si tratta sempre di risoluzione "2x", sulla base dell'esatta metà, 568x320. Ed è da questa che partirà anche l'iPhone 6, come osserva 9to5Mac: il fattore di moltiplicazione sarà triplo, "3x", che porterà il totale a 1704x960 pixel. Rispetta il formato widescreen come i prodotti correnti e soprattutto garantisce pienamente l'effetto Retina in entrambe le dimensioni ipotizzate dai rumors. Il più definito sarebbe il modello da 4,7", arrivando a 416 ppi, mentre quello da 5,5" si fermerebbe a 356, in ogni caso superiore agli odierni 326. Per quanto non arriverà al Full HD e oltre dei principali concorrenti su Android e Windows Phone, sarà comunque in grado di offrire una fruizione sufficientemente piacevole e nitida dei contenuti. Abbinato a un SoC A8 ben ottimizzato in particolare per i consumi energetici, l'insieme che si prospetta per il prossimo Melafonino sembra piuttosto interessante.

Ma torniamo al software: come si comporteranno sistema e applicazioni? Per iOS le fonti di Gurman non prevedono interventi radicali: molte delle funzionalità sono già adatte sin da oggi e si vedranno semplicemente ingrandite senza perdita di definizione. In altri casi, invece, dovranno occorrere dei necessari ritocchi. Nelle prove svolte sulla base delle modifiche al simulatore iOS fatte da Steven Troughton-Smith, è emerso come alcune apps, tra cui il Calendario, non scalino perfettamente alla risoluzione "3x". Simile discorso per i prodotti di terze parti: solo chi ha puntato forte su elementi vettoriali ed eventualmente anche sulla modalità AutoLayout proposta da XCode avrà la possibilità di essere pronto già al lancio o quasi. Per tutti gli altri sviluppatori sarà forzato rimettere mano al codice, con l'inevitabile periodo di transizione costituito da grafiche non ottimizzate e sottoposte all'upscaling dal sistema operativo. Tuttavia, un utente di Macrumors ha mostrato come stavolta la differenza tra un elemento nativo e uno upscalato potrebbe essere minore. Ai tempi dell'introduzione dell'iPhone 4, il lavoro svolto dal software era di raddoppiare la grandezza di quanto riprodotto (icona o testo) attraverso interpolazione; stessa modalità sarà prevista dal 6, ma l'ingrandimento si fermerà al 50%, con minore perdita di dettagli:

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Come si può vedere nel caso in basso, il risultato dell'interpolazione è decisamente più gradevole, se confrontato a quello alquanto rozzo del passaggio forzato da 1x a 2x. Quasi superfluo dire comunque che prima avverrà l'adattamento e meglio sarà per l'esperienza d'uso globale della piattaforma iOS. A tal proposito Apple starebbe lavorando a nuovi strumenti di sviluppo ottimizzati per la multi-risoluzione, al fine di facilitare il più possibile l'arduo compito che si prospetta davanti a molti devs. Aiuterà meno il fatto che ancora una volta dovranno iniziare il tutto a carte scoperte, ossia alla presentazione del prossimo iPhone, con buone probabilità prevista per settembre. Non è comunque detto che l'imminente WWDC 2014 non dia già delle indicazioni in merito, nel keynote o nell'SDK Beta di iOS 8. Già in passato versioni in preparazione del sistema anticipavano dispositivi con nuove risoluzioni. Vedremo se pure stavolta Apple concederà qualche indizio.