Le versioni di sviluppo di un software suscitano sempre molto fermento, sia tra gli addetti ai lavori sia tra i più semplici appassionati, come noi che scriviamo e voi che leggete. Vuoi perché si ha la possibilità di provare le novità in anticipo rispetto agli altri, vuoi perché si intende dare il proprio contributo al perfezionamento in vista del rilascio finale attraverso i feedback, Beta e Developer Preview varie muovono sin dall'inizio piccole porzioni della base utenti sulla nuova versione. Nel caso di OS X, gli anni hanno mostrato un crescente interesse, non attenuato dall'abbonamento annuale al Mac Developer Program, che tutto sommato si può considerare un limite in confronto a programmi di testing più aperti e spesso pure privi di costi. Al computo, ovviamente, vanno aggiunti anche i tester diversamente paganti, argomento fonte di accesi dibattiti e polemiche su cui non ci soffermeremo di più. Il nuovo programma pubblico inaugurato di recente da Apple con gli aggiornamenti Beta di Mavericks costituisce certamente un importante passo in avanti anche nell'ottica di arginare tale fenomeno. Nell'attesa che si apra quello relativo a Yosemite, il sistema sta già mostrando dati molto promettenti con gli sviluppatori, secondo il report di Chitika (via Macrumors).

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L'azienda, specializzata nella pubblicità online, ha registrato tramite "ad impressions", ossia il numero di visualizzazioni dei singoli banner nei siti web aderenti al suo circuito, quanto traffico hanno generato nel primo mese di disponibilità le Developer Preview di Yosemite, comparandole col medesimo periodo di Mavericks dello scorso anno. I risultati mostrano come nel Nord America la 10.10 abbia quasi quadruplicato i valori del predecessore, toccando lo 0,2% di installato contro lo 0,05% della vecchia rilevazione. Valori, peraltro, che hanno preso quota pressoché subito, portandosi allo 0,15% già dopo 3 giorni dal rilascio della prima build. Chitika attribuisce l'ottimo risultato di Yosemite, che ricordiamo va letto in un contesto Beta in cui è naturale le percentuali globali siano bassissime, alla curiosità verso i svariati cambiamenti che sta portando sui Mac, come la rivisitata interfaccia grafica e l'introduzione di Handoff. Non vi è al momento a disposizione una statistica a livello mondiale simile a quella discussa, ma la nostra impressione è che non ci troveremmo davanti a grosse differenze. L'interesse maggiore verso Yosemite, peraltro, è percepibile pure ben al di fuori dei circuiti pubblicitari.

Buone notizie per Apple, che potrebbe vedere a partire dall'autunno un'adozione su vasta scala in tempi più rapidi rispetto alla 10.9, e buone notizie anche per noi, dal momento che più persone testano il prodotto e maggiore è la possibilità di scovare bug da sistemarsi prima della Golden Master. Ora tocca al team di Craig Federighi mantenere la parola data il 2 giugno, aprendo nelle prossime settimane estive ai non-sviluppatori.