Dice un famoso detto: "Il nemico del mio nemico è mio amico." Devono averlo pensato di recente anche Microsoft e Dropbox. Con una mossa piuttosto a sorpresa, le due aziende hanno stretto una partnership per favorire l'integrazione tra i loro prodotti di punta per la produttività, ossia Office da un lato e Dropbox stesso dall'altro. Una mossa destinata a dare benefici sin dal breve termine agli utenti di entrambe le parti. L'obiettivo principale è contrastare il più efficacemente possibile le proposte analoghe di Google.

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Più di 35 miliardi: questo è il dato fornito da Dropbox sui documenti nei formati Office conservati sul suo servizio cloud. La loro gestione sarà agevolata da questo interscambio soprattutto di tipo tecnico. L'app ufficiale di Dropbox richiamerà la parte più appropriata di Office per la modifica dei file, mentre la suite di Redmond avrà accesso allo spazio di archiviazione nella nuvola per aprire, salvare e sincronizzare il tutto. Non ci sarà più bisogno dunque di passare manualmente da un software all'altro, rendendo le operazioni più rapide ed efficienti. Saranno presenti inoltre opzioni apposite di condivisione via email e web.

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Si potrebbe dire che indirettamente pure Apple contribuisca al nuovo sodalizio, dal momento che Office per iPad sarà tra i prodotti in prima linea. Gli aggiornamenti per tutte le apps coinvolte arriveranno nel corso delle prossime settimane, sia per gli utenti consumer che per quelli business. Nel corso del prossimo anno l'integrazione si estenderà a Office Online e Windows Phone, grazie all'approdo dell'app ufficiale di Dropbox finora rimasta lontana dalla piattaforma. Questa stretta di mano, va ricordato, non toglie lo stato esistente di concorrenza tra le società: OneDrive continuerà ad avere le principali attenzioni in Microsoft. L'annuncio odierno rientra nelle volontà di apertura già dimostrate in altre occasioni dal nuovo corso di Satya Nadella, andando ad accontentare il maggior bacino di utenza possibile proponendo una vasta gamma di soluzioni. Guadagnarci in due e, perché no, complicare almeno un po' le cose negli uffici di Big G. Le prospettive ci sono tutte, starà al tempo confermarle o meno.