Il CES 2015 è l'occasione per molte aziende di far vedere le proprie capacità, sia nei prodotti da rilasciare a breve sia per quelli di domani, in un'ottica dal più ampio respiro. I processori rientrano certamente in una delle massime dimostrazioni dal punto di vista tecnico, con Intel e nVidia che hanno tenuto fede alle aspettative. Per gli utenti Apple gli annunci più interessanti sono arrivati da Santa Clara, che finalmente ha presentato tutta la gamma di CPU dual-core Broadwell, in aggiunta ai già rilasciati Core M.

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Come architettura, Broadwell risulta un'evoluzione di Haswell, in linea con lo schema di rilasci "tick tock" di Intel. Sempre in linea a ciò, il "tick" rappresenta il passaggio a un migliore sistema produttivo, in questo caso a 14 nanometri. Chip più compatti, minori consumi e maggiori prestazioni. I dati ufficiali mostrano una forte attenzione soprattutto alle richieste energetiche: se a livello di produttività generale abbiamo un mero 4% di incremento rispetto alla precedente generazione, molto gradito è il potenziale miglioramento dell'autonomia fino a un'ora e mezza in più. Molta cura ha ricevuto la sezione grafica, tanto per i giochi 3D quanto soprattutto per le operazioni sui video come la conversione di formato, il 50% più rapida. Il massimo numero di unità di esecuzione interne è salito a 48; gli incrementi riguardano comunque tutta la famiglia Broadwell rispetto ai comparabili modelli Haswell. Vari modelli, con Iris 6100 al top e a scalare HD Graphics 6000 (essenzialmente la 6100 con frequenze operative inferiori), 5500, 5300 e GT1. Tutte le versioni più recenti delle librerie OpenGL, OpenCL e DirectX sono supportate, mentre dal punto di vista delle risoluzioni è in grado di gestire i 4K anche a 60 Hz tramite DisplayPort 1.2, dove i predecessori si fermavano a 30. Infine, ad eccezione del modello GT1 tutte le GPU Broadwell sono in grado di gestire a livello hardware il codec HEVC fino a 4K.

Niente memoria eDRAM integrata e niente quad-core: gli annunci di oggi si riferiscono solo a processori con due nuclei, rivolti in particolare a portatili e Ultrabook. Per la fascia alta occorrerà attendere metà anno. Vari modelli di CPU disponibili su due tagli di potenza, 15 e 28 W. In primo piano i Core i5 e i7, ma la gamma si estende fino ai Celeron.

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Sulla base della tabella presentata da Intel per le CPU 15 W, è possibile già restringere ampiamente il campo dei processori destinati ai prossimi MacBook Air. Il primo fattore è il chip grafico: vi sono alte probabilità che Apple prosegua prediligendo la HD Graphics 6000 rispetto alla 5500, similmente al confronto 5000 vs 4400 in Haswell. Il secondo fattore è dettato dalle caratteristiche scelte: il corrente i5 4260U da 1,4 GHz non dispone delle tecnologie vPro e TXT, il cui campo è perlopiù ristretto al settore aziendale. Il suo successore più diretto risulterebbe dunque il nuovo 5250U da 1,6 GHz, riportando in rialzo la frequenza dopo il calo occorso nel passaggio tra Ivy Bridge e Haswell. Similmente, l'opzionale i7 4650U da 1,7 GHz trova il suo sostituto ideale nel 5650U da 2,2. Un bel passo in avanti, che coinvolgerà pure le memorie, sempre DDR3 ma con frequenza massima di 1.866 MHz.

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Ancor più facile l'identificazione dei modelli ideali per il MacBook Pro da 13": tutti ad eccezione dell'i3. Si configura in modo rapido una situazione che vede l'i5 5257U da 2,7 GHz come base e a seguire opzionalmente i due superiori. Niente per le versioni da 15", che come abbiamo già scritto più sopra dovranno aspettare ancora per conoscere i processori ad essi destinati. Possiamo attenderci già un aggiornamento della gamma Mac nelle prossime settimane? Ad oggi, appare più favorevole iniziare dagli Air, lasciando in attesa gli altri finché la lineup non sarà completa. Vedremo cosa decideranno di fare a Cupertino. Per chi invece preferisce le soluzioni Windows, nuovi prodotti con Broadwell sono in fase di presentazione anche in questi giorni, con disponibilità al dettaglio in alcuni casi già a fine mese.

Passiamo ora a nVidia. Benché i suoi SoC non vengono impiegati negli iDevices né lo saranno mai, è sempre bene tenere d'occhio tutte le novità in merito. Il Tegra X1 succede al K1 di cui avevamo parlato negli ultimi giorni dello scorso anno, promettendo prestazioni ben superiori.

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Interessante la scelta effettuata da nVidia sul fronte CPU, lasciando da parte l'architettura proprietaria Kepler per puntare su un design più vicino allo standard ARM-Cortex. Uno scenario simile era già occorso con Qualcomm, che con lo Snapdragon 810 ha dato il benservito alla sua Krait. In linea coi top di gamma rivali, anche stavolta troviamo 4 core Cortex-A57 e 4 A53 nella configurazione big.LITTLE, che regola il carico di elaborazione affidando ai nuclei meno potenti i processi in background e di minore priorità in generale al fine di lasciare maggiore libertà ai core principali di dedicarsi a compiti più intensi. Il Tegra X1 è la prima soluzione ARM per il mercato consumer a superare il Teraflop di potenza. La GPU da 256 core appartiene alla famiglia Maxwell, la stessa attualmente utilizzata sui computer tradizionali. Supporta tutti i più recenti codec, come HEVC, ed è in grado di gestire un output 4K a 60 Hz.

I benchmark mostrati da nVidia mostrano un aumento sulla carta impressionante rispetto all'A8X. Comparato invece al K1, il vantaggio è fino al doppio in certi ambiti, col 40% in medio di consumo energetico medio. Come ogni dato ufficiale, occorrerà attendere prove più approfondite su testate come AnandTech al fine di verificarne l'autenticità.

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Il debutto commerciale è previsto nei prossimi mesi, coi primi prodotti a cavallo tra estate e autunno se seguirà le medesime tempistiche del Tegra K1. Oltre a smartphone e tablet, molta attenzione è posta ai sistemi di infotainment per le automobili, in tandem con la piattaforma software Android Auto di Google, pertanto ci attendiamo ulteriori sviluppi anche da quel settore.

Images for Broadwell from ArsTechnica.
Images for Tegra X1 from AndroidPolice.