La battaglia tra i colossi del settore tecnologico non risparmia nessuno: hardware, software, servizi, online. Ma anche offline, con catene di negozi fisici monomarca. Da questo punto di vista Apple è un riferimento, coi suoi Store gradualmente dislocati nel mondo a partire dal 2001 e considerati tra i migliori per il servizio offerto ai clienti. Negli ultimi anni hanno tentato con alterne fortune Samsung, che sta riconsiderando la sua iniziativa, e Microsoft, che invece sta aumentando la sua presenza sul territorio nordamericano con risultati rispettabili, pur non ancora ai livelli della Mela; anche altri importanti blasoni hanno conosciuto simili esiti altalenanti alla prova del mercato.

Lo sviluppo di queste nuove realtà specializzate, parallelamente allo shopping su Internet, ha inferto in generale un duro colpo alle catene tradizionali di elettronica. Se in Italia molte hanno ritrovato vitalità grazie a vendite e/o fusioni con altre concorrenti, negli Stati Uniti la situazione è ben più grave, con nomi storici sull'orlo del fallimento. E, in modo curioso, ad approfittarne potrebbe essere l'azienda che ha fatto della sua presenza online il suo marchio di fabbrica: Amazon.

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Come riporta Bloomberg, l'obiettivo designato sarebbe RadioShack, una pioniera nella vendita, nata nel 1924 e autrice anche di alcuni PC di successo negli USA a cavallo tra gli anni '70 e '80. Lo scenario già descritto più sopra e le difficoltà economiche della società stessa l'hanno portata in questi giorni verso la procedura di bancarotta: ufficialmente non è stata ancora dichiarata, ma la capitalizzazione ormai inferiore ai 50 milioni di $ ha portato alla sospensione del titolo azionario quotato alla borsa di New York e le ulteriori informazioni sull'impossibilità di ripagare i prestiti ottenuti rendono il passaggio quasi inevitabile, salvo miracoli. Con 4.000 punti vendita in suo possesso, RadioShack rappresenta una preda ghiotta per molti acquirenti, che sembrano disposti a spartirsi il bottino piuttosto che contenderselo interamente. Una delle maggiori interessate è la compagnia telefonica Sprint, che potrebbe acquisire quasi la metà dei negozi. I restanti, invece, che rimangono un numero considerevole, sarebbero sotto considerazione dell'intraprendente azienda di Jeff Bezos.

Il rumor più recente sull'ingresso di Amazon nelle vendite al dettaglio fisiche risaliva allo scorso ottobre, quando si parlava di un primo flagship a New York; non ebbe poi riscontri reali. Stavolta, con la possibilità di avere una rete già "chiavi in mano", le cose potrebbero essere molto diverse. La comunanza tra le indiscrezioni passate e quelle odierne sta nel probabile metodo operativo. Le intenzioni sarebbero di trasformare la porzione di catena RadioShack eventualmente acquisita in ampie vetrine per tutti i prodotti a marchio Amazon e punto di ritiro per chi comprando online preferisse tale opzione. Apparente assenza di un servizio equiparabile al Genius Bar a parte, l'esperienza potrebbe sostanzialmente avvicinarsi agli Apple Store, che presentano le medesime caratteristiche.

Per ora tutto sembra rimanere nel campo delle discussioni, e sia Amazon che RadioShack hanno rifiutato di commentare quanto scritto da Bloomberg. Certo la curiosità sulle conseguenze effettive di un'iniziativa del genere sarebbe alta, qualora andasse in porto. Vedremo nei prossimi tempi se ci saranno sviluppi di rilievo o finirà ancora una volta in una bolla di sapone.