Per iniziare questo post occorre fare un bel salto indietro, precisamente alla sera italiana del 29 ottobre 2012, quando in maniera piuttosto inaspettata Apple annunciò l'addio eccellente di Scott Forstall, insieme a John Browett. Se l'abbandono di Browett, che ricopriva il ruolo attualmente affidato ad Angela Ahrendts, non ha destato grandi discussioni, quello di Forstall fu senza dubbio fonte maggiore di preoccupazioni. Era il Senior Vice President per l'area iOS e aveva una forte influenza pure su OS X; uno dei beniamini di Steve Jobs, insieme a lui aveva spinto per l'adozione dello skeumorfismo nei sistemi Apple, prevedendo per molti elementi grafici l'ispirazione diretta da oggetti reali (ancora vivido per molti sarà il ricordo del Calendario con l'effetto finta pelle, oppure Note in stile vecchio bloc notes coi fogli gialli). Successivamente emerse come la mossa da Cupertino fosse inevitabile, dovuta alla sua poca propensione a collaborare con gli altri e ai suoi scontri con un'altra figura di spicco, Jonathan Ive. In tale situazione, la preferenza di Tim Cook è andata al designer britannico, che si è preso carico pure del software. Il resto è storia più recente, da iOS 7 e OS X Mavericks in poi.

scottforstall

Cosa ha fatto Forstall negli ultimi tempi, lontano da Apple? Ha tenuto un profilo relativamente basso, lontano da poco utili gossip e ideale per intraprendere con tranquillità una nuova carriera. Il 2013 l'ha trascorso concentrandosi sulla filantropia e sull'educazione, includendo nei suoi itinerari di viaggio anche l'Italia. Da lì in poi le uniche ipotesi sul buon Scott erano sull'apertura di un'azienda in proprio o nell'accasarsi presso un'altra grande del settore bisognosa di talenti per concorrere con Apple. Nulla di tutto ciò: nel corso del 2014 ha prestato servizio come consulente per la famosa start-up di messaggistica Snapchat, e più di recente ha debuttato a Broadway in qualità di co-produttore per il musical Fun Home. Proprio il teatro sembra essere il suo futuro, almeno prossimo, ma ciò non gli ha impedito di dare un fugace sguardo al passato e al presente di Apple nel corso dell'intervista concessa al Wall Street Journal.

A una domanda riguardante la separazione, Forstall ha risposto di «essere orgoglioso delle migliaia di persone con cui ho lavorato [in Apple] e rimango amico. Sono felice che continuino a creare prodotti eccezionali e amati.»

Per quanto possano apparire come dichiarazioni di rito, per non attirarsi le "simpatie" dei legali di Apple, personalmente credo alla sua sincerità; del resto Forstall è una parte molto importante della storia dell'azienda, seguendo Jobs direttamente dalla NeXT. Nel bene e nel male, a seconda delle opinioni personali e anche dei singoli prodotti da lui curati, in 15 anni trascorsi negli uffici di One Infinite Loop ha contribuito a rendere iOS un ecosistema di successo, eredità di cui gode tutt'oggi nonostante le drastiche cure di Ive per nascondere quanto fatto dal suo predecessore. Per quanto difficilmente commenteranno in merito, sono convinto che pure in Apple, per quanto non manchi, gli rimangano e rimarranno riconoscenti. Una separazione senza troppi traumi, quindi. Molto probabilmente, inutile che ci giriamo intorno, aiutata da una ricca buonuscita, ma comunque priva di rancori. Cosa rara in un mondo in cui tutti sembrano essere sempre pronti ad azzannare gli altri non appena qualcosa va storto. Un sincero augurio a Scott Forstall per il successo delle sue nuove iniziative in campo teatrale, e chissà di non rivederlo prima o poi anche dalle nostre parti con qualche opera.