Uno degli elementi del Web che più suscita rapporto di amore e odio in molti utenti è senza ombra di dubbio Adobe (in origine Macromedia) Flash col suo Player. Tecnologia diffusasi nel corso dei primi anni 2000 come risorsa pressoché indispensabile a godere di una ricca esperienza multimediale su Internet in un mondo che conosceva soprattutto Internet Explorer 6 e non ancora i moderni standard come HTML5, al giorno d'oggi conosce un consistente declino nell'uso, che si sta concentrando perlopiù sui servizi di streaming (ma pure lì le cose stanno cambiando, come dimostrano la sempre maggiore indipendenza di YouTube e l'utilizzo di HTML5 per contenuti premium da parte di Netflix). Le sensazioni di soddisfazione e necessità all'interno del pubblico sono state man mano sostituite da quelle di fastidio ed obbligo, verso un plug-in tanto pesante sulle risorse di sistema quanto tedioso per i continui aggiornamenti che si rendono necessari ad ogni nuova falla scoperta.

Tra i primi passi storicamente rilevanti di rottura verso Flash vi è quello compiuto da Apple, che ha deciso di tenerlo ben lontano da iOS. Il culmine della tensione si ebbe nel 2010, quando Steve Jobs rese pubblici i suoi "Pensieri" in merito senza risparmiare forti critiche. Per quanto Adobe oppose una strenua difesa iniziale, gli anni successivi hanno dato ragione al defunto iCEO, con la ritirata dell'azienda di San Jose anche da Android e BlackBerry, lasciando Windows come unica piattaforma mobile (solo tablet peraltro) ufficialmente supportata. La roccaforte di Flash rimane quella dei PC tradizionali, almeno per ora, e qualcuno sembra essere intenzionato a completare una volta per tutte quanto iniziato da Jobs.

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Il nuovo fronte di battaglia si è aperto alla luce della recente vicenda HackingTeam, che sta rendendo note numerose vulnerabilità 0-day con necessità di cure da cavallo tramite imminenti aggiornamenti. Esprimendosi sulla vicenda, il nuovo Chief Security Officer di Facebook, Alex Stamos, non le ha mandate a dire (ironia della sorte non tramite il social network di Zuckerberg bensì su Twitter):

La richiesta è piuttosto esplicita: un addio a Flash anche sui sistemi di classe desktop entro i prossimi 18 mesi, col coordinamento tra Adobe e le principali aziende sviluppatrici di browser. 280 caratteri, ovvero 2 tweet, che fanno da portavoce a tanti sulla medesima corrente di pensiero. Personalmente l'idea di uno switch-off sulla falsariga del digitale terrestre mi trova favorevole, tuttavia occorrerebbero forse più di 18 mesi, al fine di dare a tutti i fornitori di contenuti non ancora passati ad HTML5 tempo adeguato a completare la transizione senza presentare alla clientela rilasci carenti dal punto di vista qualitativo. Nel frattempo lo sviluppo del Player potrebbe passare a semplici bugfix di sicurezza ed entro qualche versione dei vari browser renderne il supporto obsoleto prima di cessarlo del tutto. In un certo senso come modello si potrebbe prendere ciò che sta già accadendo in più piccola scala con Silverlight, l'ex-concorrente di Flash sviluppato da Microsoft, che essa stessa cesserà di supportare con Edge, il successore di Internet Explorer su Windows 10. Qualcosa mi dice che nel caso una tale macchina organizzativa si mettesse davvero in moto Apple non mancherebbe l'occasione di dare il suo contributo, al fine di chiudere questo conflitto per sempre.