Mentre Samsung ed Apple continuano a contendersi large fette di mercato, inseguite da LG ed HTC, Xiaomi continua a crescere, tanto da essere diventato il primo produttore di smartphone in Cina, dominandone il mercato. Come ho già avuto modo di sostenere, Xiaomi ha saputo coniugare un buon design (chiaramente ispirato a quello "Made in California"), al miglior hardware, alle ottimizzazioni software di Android e ai prezzi decisamente concorrenziali per il mercato.

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Da questa politica aggressiva non è stato escluso il nuovissimo Redmi Note 2, il terminale flagship della casa orientale con caratteristiche hardware di tutto rispetto: processore Helio X 10 octa core a 64 bit e 2.0 o 2.2 GHz di clock, display Full HD da 5,5 pollici (esattamente come iPhone 6 Plus), una fotocamera posteriore costruita da Samsung da 13 MP, supporto dual SIM LTE, 2 GB di memoria RAM, 16 o 32 GB di memoria interna. Chiudono le ottime caratteristiche hardware una batteria da 3.060 mAh con il supporto alla tecnologia Quick Charge 2.0, il Wi-Fi 802.11ac e Android 5.0 Lollipop con l'ottimo launcher proprietario MiUI 7 che, fra le altre ottimizzazioni, introduce anche il riconoscimento facciale per una migliore organizzazione della libreria fotografica. Il tutto è racchiuso in un guscio di plastica colorata (rosa, giallo, azzurro, bianco e nero, alla stregua di iPhone 5C e come da ormai consolidata tradizione Xiaomi) di 152 mm x 76 mm x 8.25 mm e con un peso di 160 grammi.

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Il prezzo sul mercato cinese del modello base da 16 GB e processore da 2.0 GHz è di soli $124.00, per il modello intermedio con processore da 2.0 GHz e 32 GB di memoria flash è di $140.00, mentre per il modello più performante, con CPU da 2.2 GHz e 32 GB di storage il costo è di $154.00. Purtroppo Xiaomi non ha annunciato ancora la disponibilità worldwide del terminale e, pertanto, chi vorrà lo dovrà acquistare dai soliti e-commerce cinesi o dagli importatori italiani.