La sfida odierna per i dispositivi mobili è rappresentata dal fornire indicazioni sempre più precise in base alle abitudini dell'utente. Se nel settore Google è ancora più avanti di Apple, quest'ultima (che pure ha fatto passi da gigante con Proactive in iOS 9) vuol migliorare l'esperienza dei propri clienti senza invaderne la privacy. Infatti, come abbiamo analizzato in un vecchio post, mentre Google elabora le abitudini e i comportamenti dei propri utenti direttamente sui propri server, associando le informazioni rilevate agli account per fornire pubblicità mirata, Apple preferisce tutelare l'utente e, pertanto, l'elaborazione dei dati avviene direttamente su iPhone ed iPad. Inoltre, le poche informazioni che vengono trasmesse alla webfarm di Cupertino, sono associate ad un ID generato in modo casuale a cui nemmeno da Cupertino possono risalire.

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Per il differente tipo di approccio e per fornire risultati migliori della concorrenza, Apple ha bisogno di potenziare i processi di iOS dedicati all'elaborazione dei dati senza gravare sulle performance generali del dispositivo e, per questo, negli scorsi giorni ha acquisito la startup Perceptio, il cui core business è quello di sviluppare un sistema intelligente per classificare le foto sugli smartphone. La tecnologia di Perceptio permette di gestire i dati ed elaborarli in locale, senza doverli trasmettere ai server aziendali (differentemente da Google Foto). Entrambi i fondatori della società, Nicolas Pinto e Zak Stone, vantano un curriculum accademico di tutto rispetto: il primo è docente al MIT e all'università di Harvard, università in cui il secondo, invece, ha conseguito un dottorato di ricerca (PhD).