Nel mondo del blogging ci sono svariate piattaforme per tutti i gusti, sia di tipo self-hosted (ovvero da installare su un server web, in proprio oppure fornito da un servizio di hosting) sia "chiavi in mano" (non si deve fare altro che registrarsi e configurare comodamente le parti essenziali del blog senza necessità di intervenire sul codice, partendo dalle basi disponibili). In entrambe le categorie le soluzioni più rinomate sono Blogger di Google e WordPress di Automattic: tra le due, quest'ultima è la più potente e soprattutto gratificante se ben adoperata. Anche il sito che leggete è basato su WordPress, così come una buona fetta delle testate tecnologiche e non solo.

L'utilizzo di WordPress, così come di altri prodotti simili, avviene principalmente tramite browser su computer tradizionali e applicazione su quelli mobili. Benché siano poche, esistono anche app desktop; quando utilizzavo Windows ero sostenitore assiduo di Live Writer, programma gratuito sviluppato da Microsoft e che per alcuni mesi mi dette una preziosa mano a pubblicare qui su SaggiaMente (dopo un buon trascorso da indipendente). Passato a Mac, ho visto proposte valide ma tutte a pagamento, cosa che mi ha spinto a "digerire" l'uso da browser. Non so se oggi farei il percorso inverso, ma è lo stesso degno di nota l'arrivo della versione per Mac dell'app WordPress, novità rientrante in un contesto di generale rinnovamento del servizio.

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Occorre precisare una differenza molto importante rispetto all'app WordPress per iOS e Android: il suo target principale non sono i self-hosted, ma i blog ospitati su WordPress.com. Anche il nome stesso del software è inteso a rimarcare tale distinzione (sui sistemi mobili non si identifica col .com finale). In realtà è comunque utilizzabile per siti configurati in proprio, posto di disporre un account WordPress.com ed averlo collegato al plug-in Jetpack installato (gli screenshot di questo articolo sono stati catturati da Maurizio che rientra in tale condizione; io, invece, disponendo solo di un account "locale" qui ho avuto accesso negato). Una volta effettuato l'accesso, si hanno le principali opzioni a portata di mano, con le statistiche, la gestione degli articoli, delle pagine, i temi e i plug-in. In merito a questi ultimi, non tutti sembrano funzionare correttamente all'interno dell'applicazione: ad esempio nel nostro caso Custom Field Template, che ci serve per aggiungere campi personalizzati all'interno di specifici post o pagine, viene riconosciuto come installato ma visibilmente le sue funzionalità non sono presenti, costringendo all'uso via browser.

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Ritornando infine a Jetpack, si può notare nell'app una tendenza a promuovere le edizioni a pagamento del plug-in, all'interno della sezione "Plan". Nulla di male, ovviamente, dato che è disponibile pure una variante gratuita e in ogni caso l'adozione è opzionale; si tratta di una prevedibile modalità di monetizzazione all'interno di un prodotto la cui base è a zero costi.

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Non ci sentiremmo di consigliarla a chi come noi è self-hosted; l'esperienza migliore in tal contesto almeno per ora continua ad essere da browser. Per chi muove i primi passi nel mondo dei blog, però, è una soluzione semplice e molto rapida, richiamabile da un solo tocco se si fissa l'icona al Dock. L'applicazione è scaricabile da questo indirizzo. Come dichiarato nella stessa pagina, Automattic è al lavoro anche sulle versioni per Windows e Linux, ma la loro data di rilascio rimane ignota.