Un'interessante analisi di Ars Technica sostiene che Pixel C, il dispositivo ibrido tablet - notebook di Google, sia stato orginarimanet concepito per far girare Chrome OS e non Android. I primi prototipi di Pixel C furono realizzati nei laboratori di Big G nel 2014 ed al progetto era stato affibbiato il nome in codice Ryu: inizialmente, il dispositivo godeva solo del supporto a Chrome OS che avrebbe dovuto girare su un hardware di tutto rispetto. Inoltre, fra i componenti erano previsti il chip Nvidia Tegra, oltre che al supporto per USB-C ed una lightbar simile a quella degli altri prodotti della linea Pixel. Chrome OS avrebbe guadagnato anche  il supporto multitouch per consentire l'utilizzo delle app in modalità tablet, ma le prime alfa interne di "Project Athena" non hanno convinto gli sviluppatori di Google che hanno preferito accantonare il progetto, iniziando a testare una versione del Pixel C in grado di eseguire Android e Chrome OS in dual boot. Ad ogni modo, durante il mese di marzo di quest'anno la soluzione è stata ritenuta scomoda e poco intuitiva e, così, nel mese di luglio, si è scelto di optare per Android quale sistema operativo unico.

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Il team dietro Pixel C ha avuto, quindi, solo qualche mese per ottimizzare l'esperienza d'uso di Android ad un dispositivo totalmente nuovo, né del tutto tablet né del tutto notebook: infatti, basti pensare alla mancanza di una modalità dual o multi window che permetta di eseguire anche solo due app affiancate come in iPad Air 2 o iPad Pro. Ad ogni modo, il problema è la grande mancanza di app studiate appositamente per il Pixel C che ne possano sfruttare alla perfezione  tanto la modalità touch quanto quella da postazione fissa: gli acquirenti, quindi, potrebbero trovarsi davanti ad un dispositivo potenzialmente innovativo, ma, di fatto, inutile.