Lo scorso 30 dicembre (in pieno periodo di ferie per la nostra redazione) è circolata la notizia dell'intesa tra Apple e il fisco italiano per sanare un'elusione accertata di ben 880 milioni di euro di IRES. L'accordo ha previsto il pagamento di 318 milioni di euro, corrispondente all'ammontare richiesto dall'Agenzia delle Entrate e riferito alle imposte dovute per le vendite effettuate nel nostro paese negli ultimi due anni. Il meccanismo utilizzato per eludere è ormai uno standard di molte aziende multinazionali operanti nel territorio dell'UE. Apple Italia vende i prodotti attraverso una società statunitense che si rifornisce da Apple Sales International con sede in Irlanda, dove vi è una pressione fiscale minore.

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L'accordo stipulato in Italia è il primo passo verso una riforma delle leggi europee in materia tributaria. In quest'ambito si sta muovendo anche la Commissione Europea che nei prossimi mesi dovrebbe rendere pubblici i risultati dei un indagine in corso sul tema. Nel frattempo Bloomberg ha condotto una ricerca per stimare l'importo complessivo  evaso da Apple nei paesi UE in cui vende i propri prodotti. Analizzando l'ammontare dei profitti dall'inizio dell'attività in europa (2004) e il differenziale tra l'aliquota pagata in Irlanda (2,5 %) e quella media degli altri paesi europei (12,5%) si arriva ad una somma di circa 8 miliardi di dollari. Come rileva 9to5mac,  la società di Cupertino aveva già lo scorso anno avvisato i propri investitori della situazione fiscale in Europa, ma il dato calcolato oggi da Bloomberg è molto più grande rispetto alle stime precedenti. Una cifra del genere potrebbe mettere in ginocchio qualsiasi società al mondo, tuttavia, nel caso di Apple, scalfirebbe solo relativamente le loro attuali riserve di liquidità.