Sono passati quasi due anni da quando Mark Zuckerberg decise di spendere ben 19 miliardi dollari per acquistare WhatsApp. Nel commentare la notizia molti hanno ipotizzato una futura integrazione o scambio di informazione tra i due servizi. Da allora Facebook si è limitata a proseguire lo sviluppo della piattaforma di messaggistica senza troppi sconvolgimenti. In questi mesi non c'è stato nessun passo verso una possibile fusione con Messenger che, al di là dei risvolti tecnici, avrebbe potuto consentire agli utenti di WhatsApp di comunicare anche con gli amici del social in blu.

whatsapp-faecbook

Tuttavia qualcosa sta iniziando a muoversi. Infatti nell'ultima versione di WhatsApp per Android è stata aggiunta un'opzione di condivisione delle informazione personali con Facebook. La funzione è stata giustificata con la necessità di migliorare l'esperienza utente sul social network. Una spiegazione molto vaga a cui si aggiunge la circostanza che non vengono specificati esattamente quando e quali dati vengono condivisi. Per ora sembra che questa novità sia limitata agli utenti Android, ma è probabile che a breve sia estesa anche ad iOS e Windows Phone. É interessante notare che nel momento in cui si prova a disattivare la funzione, un pop-up "minaccia" l'impossibilità futura di riattivarla. Un avvertimento fuori luogo ed elusivo, ma che potrebbe scoraggiare un utente meno avveduto. Nel frattempo il fondatore di WhatsApp, Jan Klum, ha annunciato che la piattaforma sarà completamente gratuita e non sarà più necessario pagare per il servizio dal secondo anno. Klum ha quindi spiegato che la società sta pensando ed esplorando nuovi modi per remunerare, evitando spam o pubblicità invadenti che limitino l'esperienza utente. Pur non volendo essere maliziosi, collegando le due notizie è fin troppo semplice formulare delle ipotesi. La condivisione delle informazioni personali tra WhatsApp e Facebook potrebbe servire a Zuckerberg & C. per incrociare e rendere più completi i profili degli utenti sul social network. In questo modo ci sarebbe la possibilità di vendere degli annunci pubblicitari più mirati e quindi maggiormente remunerativi. In compenso abbiamo risparmiato 0,89 € all'anno...