I pagamenti elettronici sembrano essere un settore molto ghiotto per le aziende tecnologiche, che stanno tentando di accaparrarsi un ruolo di rilievo prima che diventi una realtà consolidata. Dopo Apple, la prima ad aver presentato un servizio proprietario nella seconda metà del 2014, si sono subito lanciate nel mercato Google e Samsung con soluzioni analoghe.

Samsung-Pay

L’ultima ad arrivare è Samsung Pay, la quale era disponibile solo in Korea del Sud fino ad oggi. Grazie ad un accordo con China UnionPay, che controlla tutti i pagamenti elettronici del paese e collabora anche con Apple dal mese scorso, Samsung ha annunciato l'estensione del servizio in Cina.

Tuttavia solo gli ultimi modelli potranno utilizzare questo sistema di pagamento, ovvero il Galaxy S7, S7 Edge, S6 Edge+ ed il Note 5, selezione che rappresenterà un naturale freno per la diffusione di questa tecnologia in un mercato cosi grande. Samsung ha già perso quote di mercato a causa della crescita da parte dei produttori locali che presentano smartphone dotati di NFC per i pagamenti contactless. Huawei, ad esempio, ha da poco annunciato il proprio sistema di pagamento personalizzato, Huawei Pay, e voci di corridoio parlano di altre aziende cinesi (tra cui Xiaomi e ZTE) che stanno sviluppando soluzioni proprietarie.

Sarà molto difficile per la coreana competere in questo mercato in cui i produttori vogliono guadagnare anche dai servizi e dove regnano i giganti nazionali dell'e-commerce e dei social – Alipay e WeChat – seguiti da Apple Pay, che continua a crescere ma detiene ancora una quota relativamente contenuta.