Procede gradualmente l'introduzione commerciale della USB-C. I dispositivi che la prevedono non sono ancora tantissimi, ma stanno crescendo di numero ed è possibile che l'anno prossimo si assista al vero decollo della versione reversibile del celebre standard di trasmissione dati. Dopo la diffusione, un altro punto critico corrente è la qualità degli accessori sul mercato, in primis i cavi. Da questo punto di vista la USB-C sembra avere requisiti più stringenti rispetto alla microUSB, con potenziali problemi seri se si acquista il prodotto sbagliato. Purtroppo per il consumatore non sarebbe affatto facile capire in fase d'acquisto dove verrebbero meglio spesi i soldi, se non fosse per recensioni come quelle dell'ingegnere Google Benson Leung e nonostante gli interventi effettuati da Amazon per rimuovere dalla vendita prodotti inadeguati. Lo standard promotore sembra aver capito la necessità di maggior tutela e ha predisposto l'introduzione di importanti novità.

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La prima prevede l'entrata in vigore di un nuovo programma di certificazione, che si occuperà di provare qualsiasi prodotto che sfrutti la USB-C, tanto gli accessori quanto i dispositivi cui verrebbero collegati. Se i test daranno esito positivo, il produttore riceverà la certificazione per quel modello, assicurando così l'assenza di manomissioni che possano portare a rischi di sicurezza per gli apparati dell'utente o addirittura al loro irreversibile danneggiamento. La seconda misura, strettamente correlata con quella appena descritta, è legata a smartphone, tablet e computer dotati di porte USB-C, con la possibilità di implementare via software un controllo dell'accessorio connesso, rifiutandone l'uso se non provvisto di certificazione. Ciò ricorda l'analoga modalità prevista già da diverso tempo nei dispositivi Apple con Lightning.

Occorrerà ancora tempo prima che queste migliorie entrino a regime, e anche quando accadrà l'utente finale dovrà prestare comunque un minimo di attenzione nella scelta, dato che produttori con pochi scrupoli cercheranno una via per bypassare il requisito di certificazione. Nondimeno, si tratta di passi avanti che fanno ben sperare in un futuro di rilievo per la USB-C come nuovo standard universale.