Il 2016 potrebbe passare alla storia nel mondo della tecnologia come l'anno di stagnazione del mercato degli smartphone. Le vendite dei top player iniziano a rallentare e solo marchi come Huawei e Xiaomi, che partivano da numeri inferiori, continuano ad incrementare i volumi di vendita con grandi percentuali. I primi segnali di tale "crisi" sono giunti dalla stessa Apple che nella conference call sul Q1 2016 annunciava per il trimestre successivo il probabile primo calo delle vendite di iPhone rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La mossa di lanciare iPhone SE (recensione) è stata letta da molti come un tentativo di dar nuova linfa alla vendite in questo periodo dell'anno. I primi dati reali saranno noti il prossimo 25 aprile, data in cui è fissata la call sui risultati del secondo trimestre fiscale del 2016 (gennaio-marzo) in cui rientreranno gli iniziali giorni di preordine di iPhone SE.

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Oggi però arriva dal Giappone una notizia secondo cui Apple avrebbe ridotto la produzione di iPhone 6s e 6s Plus. Le voci dovrebbero essere affidabili perché provengono direttamente dai fornitori di Apple nel paese del Sol Levante, come Japan Display, Sharp, Toshiba e Sony. Secondo quanto riportato da Reuters, nel trimestre gennaio-marzo Apple avrebbe già tagliato del 30% la produzione dei suoi smartphone rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e tale andamento sarebbe stato confermato anche nel trimestre in corso da aprile a giugno. La scelta sarebbe stata obbligata dalla conferma del rallentamento delle vendite, che dovrebbe perdurare in questo trimestre dell'anno.

Apple sembra quindi subire come tutti gli altri produttori questo accenno di stagnazione del mercato, anche se l'iPhone 6s potrebbe rimanere lo smartphone più venduto. Per capire se a Cupertino avranno la forza di risollevare le vendite nel 2016 dovremo attendere dapprima la WWDC lato software e poi l'arrivo dell'autunno con iPhone 7. La sfida è ardua perché lo stato dell'arte degli smartphone attualmente sembra anch'esso stagnante e limitato ad un incremento sterile di numeri. Tutto ciò non offre certamente motivi validi agli utenti per decidere di effettuare un upgrade dei dispositivi, specie da quando anche nella gamma media si trovano prodotti di alta qualità. Il rallentamento delle vendite risulta quindi un effetto naturale oltre che scontato.