La cattiva sorte sta continuando a permeare attorno ai quartieri generali di Samsung. Il motivo è sempre lo stesso: il Galaxy Note 7. Un modello che avrebbe dovuto certificare il ritorno alla crescita del colosso coreano, dopo i solidi risultati dimostrati dalla gamma S7, ma che invece si sta purtroppo dimostrando il potenziale autogol a favore di Huawei nella lotta per il primato del settore smartphone. A seguito dei primi report, Samsung ha predisposto in tempi rapidi un importante programma di richiamo per tutte le unità in circolazione, a rischio d'incendio causa difetti delle batterie. Ciò ha avuto tra le conseguenze anche il rinvio del debutto dalle nostre parti, che appare ora previsto nel corso di novembre. Tuttavia, né la sostituzione dei dispositivi né l'auto-esonero come fornitori di batterie sembrerebbero essere stati sufficienti a risolvere il problema: anche i rimpiazzi sarebbero a rischio flambé.

galaxynote7bruciato

L'incidente è avvenuto nella giornata di ieri, su un volo interno dell'americana Southwest Airlines. Da poco terminata la fase d'imbarco, l'equipaggio ha provveduto a richiedere ai passeggeri lo spegnimento dei dispositivi elettronici per procedere al decollo. Attenendosi alla richiesta, Brian Green ha spento il suo Galaxy Note 7 e l'ha riposto in tasca. Subito dopo del fumo ha iniziato ad uscire dal telefono, che si è intensificato quando lo spaventato Green l'ha poggiato a terra. Tutte le persone a bordo sono state fatte scendere immediatamente. La fortuna nella sfortuna ha così voluto che si evitassero conseguenze ben più serie, dato che si è potuto procedere all'evacuazione del velivolo. Nessuna conseguenza per le persone; niente da fare invece per il Samsung, che nel frattempo è bruciato, mentre la moquette dell'aereo se l'è cavata con qualche "ferita lieve".

Quadrato nero sull'etichetta della confezione di vendita e icona della batteria verde (finché era funzionante): il terminale di Green aveva tutti i dettagli che Samsung ha scelto per identificare le unità sane, con l'IMEI a fornire la prova definitiva. Per ora dalla Corea si trincerano dietro un sostanziale no comment, attendendo il rientro del Note 7 bruciato per effettuare le verifiche. Ma la situazione non depone a loro favore: la speranza che fosse un caso isolato si è già infranta, dato che tra quelli noti è il secondo, con un altro Note 7 sostitutivo già esploso in Cina. Considerato che svariati utenti stanno lamentando surriscaldamenti dei loro nuovi telefoni freschi di cambio, il rischio che quel numero aumenti è concreto, prospettando per Samsung tempi ancor più spinosi di quelli odierni. Sarebbe difficile poter addossare ancora il problema alla batteria, alimentando i sospetti di un errore in sede progettuale del dispositivo stesso. Si dovrebbe poi avviare un nuovo, ennesimo richiamo quando il primo nemmeno è stato concluso. Infine, conseguenze mediatiche e soprattutto economiche: il divieto di utilizzo emesso da compagnie aeree, navi da crociera e persino alcuni servizi pubblici nel mondo sta contribuendo a dare una pessima fama al Note 7, diminuendo non solo la quantità di potenziali acquirenti ma danneggiando pure gli altri modelli. È inoltre molto probabile che quanti l'hanno già acquistato e sostituito la prima volta possano decidere di virare definitivamente altrove. Come nel caso di Brian Green, con la sua disavventura che ha avuto un lieto fine per Apple essendo passato ad iPhone 7.