DJI non smette di stupirci e dopo aver presentato al mondo il piccolo e versatile Mavic Pro meno di due mesi fa, ora torna a far parlare di sé con due nuovi modelli che sono le evoluzioni dei precedenti top di gamma neri loro settori. Sia il nuovo Phantom 4 Pro che l'Inspire 2 alzano, di molto, l’asticella delle prestazioni. portando ai consumatori ed ai professionisti strumenti di registrazione video molto più evoluti. Ma procediamo con ordine e analizziamo le nuove caratteristiche partendo dal “piccolo” Phantom 4 Pro.

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Questa nuova incarnazione del Phantom 4 va a ripristinare i rapporti di concorrenza interna che si erano un po' confusi con l’arrivo del Mavic Pro, in quanto lo stesso era potenzialmente sovrapponibile con il vecchio Phantom 4, anzi disponeva di una videocamera con autofocus e tap to focus che il vecchio modello non possedeva. DJI ha quindi dotato il nuovo Phantom 4 Pro di un'unità per la registrazione video completamente rinnovata e basata su un sensore da ben 1" (Exmor R Sony) capace di catturare immagini da 20MP (con una raffica da 14 fotogrammi al secondo) e video 4K fino a 60fps, dispone di un otturatore meccanico ed è capace di registrare su microSD sia con codifica H.264 che H.26,5 entrambi con un bitrate di 100MBps. Il salto di qualità è notevole e già solo questo varrebbe l’upgrade, ma DJI è andata oltre e ha inserito nel corpo del Phantom 4 Pro una mole di sensori che lo rendono capace di riconoscere, ed evitare, gli ostacoli nelle 5 direzioni.

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Nuovo anche il radiocomando che adesso è dotato di Lightbridge HD e trasmette il video in 720p/1080p fino a 7Km di distanza, e di monitor opzionale da 5,5" (di serie sul modello Pro+) con una luminosità di 1000cd/m2. La batteria integrata è capace di alimentare il nuovo radiocomando per circa 4 ore e sullo stesso sono presenti uscita HDMI e slot microSD. L’autonomia in volo del Phantom 4 Pro è rimasta sostanzialmente invariata ed è di 30 minuti. Il prezzo di vendita è di 1699€ ed è già disponibile presso lo store DJI

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Se il Phantom 4 Pro ha innalzato l’asticella, l’Inspire 2 si porta completamente su un nuovo livello. È assolutamente chiaro che DJI punti a sostituire completamente i vecchi sistemi di ripresa in volo con uomo presente e lo fa con un drone che riprende il vecchio form factori ma integra tutta una nuova serie di feature che lo rendono molto appetibile ai professionisti del settore video e broadcasting.

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Le novità sono molteplici e vorrei partire da quelle che riguardano il drone vero e proprio. Il nuovo telaio è in lega di alluminio e magnesio con i bracci in fibra di carbonio, dispone di una videocamera per la visione FVP (quindi non per la registrazione) montata su un gimbal a 2 assi; il nuovo sistema di propulsione è capace di spingere l’Inspire 2 a ben 108Km/h con un’incredibile accelerazione da 0 a 80Km/h in soli 4 secondi! l’autonomia di volo arriva fino ad un massimo di 27 minuti (con la X4S) ed è alimentato da un sistema a doppia batteria per una maggiore sicurezza in volo. Sempre per una questione di sicurezza, ma anche per utilizzare al meglio tutti i sensori di cui è dotato, l’Inspire 2 monta una DUAL IMU di ultima generazione. Parlando di sensori ce n’è per tutti i gusti, da quelli frontali per la rilevazione degli ostacoli a quelli superiori ad infrarossi e i sensori che rilevano il terreno e l’altezza da terra. Non mancano poi le funzioni avanzate di Following, Tracking, Smart RTH, Tap to Fly, Quick Spin, che rendono l’uso del drone più semplice e permettono di eseguire riprese complesse con meno manovre da parte dell’operatore.

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Anche nell’Inspire 2 è presente il nuovo modulo Lightbridge HD che è capace di inviare un segnale video sia a 1080p/720p contestualmente a quello della videocamera FPV, all’operatore fino a 7 Km di distanza. Inoltre nel radiocomando è presente un uscita dedicata ai broadcaster per inviare live le immagini dal drone, semplicemente connettendo il radiocomando al furgoncino satellitare. Ci sarebbe ancora molto altro da dire sulle specifiche tecniche incredibili racchiuse nell’Inspire 2, ma adesso è il momento di parlare delle specifiche video e delle nuove videocamere collegabili ad esso. L’Inspire 2 incorpora un nuovo sistema di elaborazione video chiamato CineCore, che è capace di elaborare le immagini fino ad una risoluzione di 5,2K e supporta i codec CinemaDNG e Apple ProRes oltre ai classici H.264 e H.265. È possibile registrare questi flussi di dati nelle nuove unità SSD denominate DJI CineSSD. Questi sono degli SSD NVMe funzionanti su bus PCIe x4 capaci di velocità di scrittura di ben 4,2Gbps; sono disponibili nel taglio da 120GB e da 480GB. Il drone è dotato anche di uno slot MicroSD per la registrazione in formato H.264 e H.265.

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Tutte nuove anche le 2 videocamere collegabili al drone tramite la porta gimbal. La nuova Zenmuse X4S è una videocamera dotata di sensore da 1" (sempre Sony) da 20MP, capace di catturare video in 4K/60fps con frame rate da 100Mbps; dispone di un otturatore meccanico a foglia, un veloce autofocus e un campo di visione di 84°. Il tutto è montato su un gimbal 3 assi la cui stabilità di ripresa è al vertice della categoria. La videocamera ha una gamma dinamica di 11,6 STOP, scatta foto con una raffica da 14 fps e risoluzione di 20MP e può girare video 4K facendo il downsampling da 5,2K in tempo reale per avere maggiori dettagli nel girato.

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Il vero gioiello però è la Zenmuse X5S. Questa videocamera è basata su un sensore Micro 4:3 da 20,8MP, dispone di una gamma dinamica da 12,8 STOP, la raffica arriva a 20fps ed è la prima videocamera micro 4:3 al mondo a girare video in 5,2K a 30fps e 4K a 60fps. Il bitrate massimo arriva a 4,2Gbps durante la registrazione in CinemaDNG a 12bit nella risoluzione 5,2K. Tutto nuovo anche il gimbal che regge questa videocamera: adesso la precisione di spostamento è pari a 0,01° ed è possibile creare riprese stabili anche con lenti fino a 90mm (eq.35mm). Le ottiche micro 4:3 compatibili sono in 8 in totale e comprendono 2 ottiche zoom: Panasonic 14–42 e Olympus 9–18, e 6 obiettivi fissi: Olympus 12, 17, 25 e 45mm; Panasonic 15mm e DJI 15mm. Il DJI Inspire 2 è prenotabile online al prezzo di 3399€ senza videocamera. La Zenmuse X4S costa 699€ e la Zenmuse X5S costa 1599€ senza obiettivo. Gli SSD da 120GB e 480GB costano rispettivamente 349 e 999€.

Potrebbe sembrare un sistema costoso, perchè se si desidera la massima qualità si va a spendere oltre 6000€, ma in realtà per la qualità offerta e per il sistema che va a sostituire, il prezzo è adeguato e sotto alcuni punti di vista è persino economico, rispetto ad esempio all’utilizzo di un elicottero per ottenere riprese simili.