Alcuni giorni fa potremmo aver assistito a un nuovo passo verso una Apple più aperta. Ha ascoltato in buona parte le richieste degli utenti per iOS e macOS, nonché presentato meritati speed bump per gran parte della gamma Mac e anticipato il nuovo iMac Pro. Di quest'ultima bestiola ne riparleremo a fine anno, quando entrerà in commercio; intanto guardiamo agli aggiornamenti per gli iMac "normali". Una delle maggiori critiche rivolte agli all-in-one di Cupertino, e più in generale ai Mac, è stata la crescente non espandibilità, saldando sempre più moduli. Uniche eccezioni sono state costituite dalle unità di archiviazione. Un primo passo indietro a questa politica era già avvenuto sin dal 2014 sul modello 5K da 27", dove Apple ha optato per offrire un comodo vano accessibile agli utenti per aumentare o sostituire la memoria RAM.

Questo privilegio non è però stato concesso sinora al fratello minore 4K, che ha mantenuto i banchi saldati come gli altri iMac non Retina. Il modello lanciato lunedì, tuttavia, racconta una storia in parte diversa, che emerge dal consueto e puntuale teardown di iFixit. Durante lo smontaggio, hanno potuto rinvenire come la scheda logica disponga di un alloggiamento con due classici banchi SO-DIMM, dunque tecnicamente sostituibili, seppure non con la medesima praticità del modello da 27".

Ma c'è di meglio. Procedendo col teardown, hanno rimosso i componenti di dissipazione sopra il processore, trovandosi davanti a una grande sorpresa: la CPU Kaby Lake non è saldata, bensì installata su socket come in un qualsiasi computer desktop. In realtà, questa scelta potrebbe essere stata semplicemente dettata da un obbligo pratico per Apple, in quanto Intel non ha ancora rilasciato le configurazioni saldate dei Core di settima generazione. Ogni ulteriore beneficio derivato da questa mossa è pertanto da considerarsi bonus. Sempre sulla base di tali considerazioni, possiamo inoltre dare già per buono la presenza del socket anche sul 5K da 27" e sul 21,5" non-Retina.

Questo cambiamento aprirebbe, almeno sulla carta, ad eventuali aggiornamenti dal Core i5 di default al Core i7 opzionale anche post-acquisto, procurandosi il nuovo processore in separata sede. Considerando come l'operazione non sia alla portata di tutti, è difficile pensare che Apple si sia presa la briga di inserire controlli a livello firmware, che facciano rigettare l'unità installata. Più complicato il discorso futuro: si dice che entrambe le prossime architetture Coffee Lake e Cannonlake possano mantenere il socket LGA 1151 come l'attuale, ma non è nulla di certo e bisognerà vedere sia se sarà supportato l'uso di tali CPU coi chipset preesistenti (il precedente positivo l'ha dato proprio Kaby Lake, essendo compatibile non solo con la sua serie 200 ma pure con la 100 di Skylake) sia se il firmware non presenti incompatibilità dovute al salto generazionale.

A prescindere dalle questioni tecniche da verificare, si tratta in ogni caso di notizie molto interessanti per i futuri acquirenti di iMac 4K, specialmente se con buone capacità manuali. Come sottolinea iFixit, la riparabilità rimane sempre a livelli piuttosto critici, richiedendo strumenti dedicati e in certi casi anche la sostituzione di specifiche parti in fase di riassemblaggio. Inoltre, è bene ricordarsi che questi interventi fai da te invaliderebbero la garanzia del computer.