Pessimo periodo per Imagination Technologies. Il colpo assestatole da Apple con la prossima rottura della collaborazione sul fronte GPU ha già costretto l'azienda inglese a mettersi in vendita. Il prosieguo di tale processo viene rimarcato anche nel report annuale pubblicato nelle scorse ore, nonostante il bilancio sia andato complessivamente in segno positivo.

appleexit-imaginationtechnologies

I guadagni sono infatti arrivati non tanto grazie ai prodotti, quanto a una robusta cura riorganizzativa, tuttora in corso. Nel 2016 è stata completata la vendita della controllata Pure, specializzata in radio digitali; ora sul piatto vengono offerti i processori MIPS e le tecnologie di rete Ensigma. Il presidente di Imagination Technologies, Peter Hill, e il CEO, Andrew Heath, non hanno dubbi nel citare quella che ritengono la colpevole della situazione d'incertezza:

Il management ha fatto un lavoro incredibile nell'ultimo anno, capovolgendo la situazione, riportando l'azienda al profitto e con una chiara strategia di crescita. È quindi molto spiacevole che questo processo sia stato così fortemente condizionato dalla posizione presa da Apple. (...) Le loro affermazioni infondate e la disputa che n'è seguita ci hanno costretto a cambiare i nostri piani, nonostante gli eventi progressi che stiamo facendo.

A ciò viene aggiunto che la menzionata disputa resta in corso, con varie opzioni al vaglio. Senz'altro la decisione di Apple è stata piuttosto forte, anticipando addirittura tempi e modi per l'interruzione della partnership così come per il pagamento delle royalties. Tuttavia i rumor sull'azienda di Cupertino pronta a fare da sola circolavano ben prima dell'annuncio di aprile, e se vedi che il tuo principale cliente sta raccattando le tue migliori menti qualche domanda dovresti portela anzitempo sulle sue intenzioni. Altrettanto si è rivelato un errore legarsi in modo così profondo a una sola partner: la mela è responsabile per il 70% dei ricavi della divisione PowerVR. Piuttosto che prendersela con Apple, che in fondo sta semplicemente curando i suoi interessi come qualsiasi altra azienda, forse potrebbe essere una migliore strategia cercare accordi per le GPU con altre realtà dagli elevati volumi di SoC, sebbene sia un'impresa tutt'altro che facile considerate le forze già messe in campo pure qui da ARM e Qualcomm.