L'iPhone SE è un modello particolare, nella ristretta gamma di smartphone Apple. Esso soddisfa essenzialmente due scopi: agire come entry-level e servire quella fascia di utenti iPhone che non ama schermi di dimensioni superiori ai 4". Volendo, se si guarda al di fuori dell'ambito consumer, soddisfa pure un terzo scopo in qualità di smartphone aziendale, offrendo le funzionalità dedicate di iOS a costi non troppo elevati e spesso ammortizzati nell'abbonamento business stipulato con gli operatori telefonici. Avrà futuro? Se lo chiedono in parecchi e le voci sinora sono molto contrastanti.

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Da un lato, abbiamo uno sconosciuto analista cinese, Pan Jiutang, che è piuttosto scettico su un aggiornamento per il piccolo iPhone. A suo avviso, proseguirà con l'hardware attuale fino alla sua naturale dismissione, rendendo i 4" definitivamente un ricordo. Dall'altro invece, il sito francese iGeneration sostiene che il dispositivo vedrà una nuova generazione, e molto presto pure. Si parla infatti di fine agosto, un periodo piuttosto strano per i rilasci hardware, specialmente considerando che da alcuni anni è settembre il mese consacrato da Apple agli iPhone. Il nuovo SE anticiperebbe gli altri modelli in arrivo, previsti invece per ottobre. Non vi è uno sbilanciamento sulle caratteristiche, sebbene si possano ipotizzare parecchi prestiti dall'iPhone 7 (l'attuale SE si basa sul 6s), mentre invece si parla di 399 € come prezzo d'attacco.

Non posso che concordare con tutte le varie testate scettiche su ambo i lati. Pochi dettagli per sostenere le ipotesi e quelli che ci sono appaiono strani. Se dovessi però scegliere per forza la parte a cui dare più fiducia, direi iGeneration. In passato i francesi hanno azzeccato alcuni rilasci, come quello dei nuovi iPod nel 2015 (pur sbagliando il giorno) o del refresh dei MacBook Pro qualche mese prima (lì la previsione venne fatta da MacGeneration, ma appartiene alla stessa famiglia). Ma anche con questi precedenti a favore faccio fatica a credere al rumor. Non ce la vedo proprio la mela rinunciare all'evento settembrino sparpagliando i rilasci. Per giunta, la serie SE è già stata sottoposta a un lieve ritocco a marzo, modificando i tagli di archiviazione, il che induce a non pensare in un ricambio a breve. Più probabile che qualsiasi discorso di rinnovo per l'iPhone SE vada rinviato alla primavera del 2018, quando inizieranno a scadere molti dei contratti telefonici relativi all'attuale generazione.

Anche pensare a una sua sensibile discesa del prezzo mette in difficoltà: per far sì che ciò avvenga Apple dovrebbe prevedere in autunno una gamma di iPhone piuttosto articolata. Considerando un SE attorno ai 399 €, nonché facendo il dovuto spazio a iPhone 7s e Pro/X, si potrebbe ipotizzare uno scenario in cui il 6s scenderebbe verso l'attuale fascia di SE, a 509 € o un po' più (la mia scommessa sarebbe tra 549 e 579 €), mentre il 7 si collocherebbe dov'è ora il 6s, a partire da 689 €. Mai dire mai nella vita, la Apple di Tim Cook ci ha già stupito in altre occasioni; ma non possiamo entrare nella mente di quest'ultimo per saperlo in anticipo e la base storica non ci mostra l'azienda molto propensa a tenere vaste famiglie di dispositivi in commercio. Non ci resta che stare a vedere, due mesi passano in fretta.